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L'INCHIESTA

Carovita, quando il risparmio è fra le corsie dei discount

Negozio per negozio alla ricerca del supermercato più economico della nostra città. Scontrini a confronto dopo cinque spese diverse: a conti fatti si può arrivare a risparmiare quasi il 30%

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supermercato cassiera Rovigo, 1 ottobre 2008 - Carrelli della spesa sempre più vuoti, colmati dal pallino per il risparmio fino all'ultimo centesimo. Se il carovita non dà tregua, i cittadini imparano a difendersi... con le uniche armi che possiedono: i tagli. Niente sprechi, pochi lussi, e un occhio costantemente puntato sul portafogli e sullo scontrino. Ma risparmiare veramente si può? Ce lo siamo chiesti prendendo in considerazione diversi supermercati della nostra zona, messi a confronto con ipermercati e discount. Sembrano essere per l'appunto questi ultimi la nuova "tendenza" per arginare il carovita. Punti vendita di prodotti di largo consumo, venduti ai clienti a prezzi nettamente più bassi rispetto alla media. E se fino a pochi anni fa i discount erano frequentati solo da una piccola fetta della popolazione, ora vengono presi d'assalto da consumatori di qualsiasi età e fascia sociale, dalla badante all'avvocato, dall'operaio all'ingegnere.

 


Ipotizziamo di riempire un carrello virtuale, facendo cinque spese differenti, infilando gli stessi prodotti acquistati però in supermercati diversi. Ci renderemo subito conto che la nostra spesa può assumere non poche sfumature, a livello di prezzo e di scelta dei prodotti. I grandi super-market sono quelli che ovviamente ci danno un ventaglio di scelta più ampio, permettendo di perderci in un mare di marche diverse, la cui differenza si nota non solo per qualità e quantità di prodotto, ma anche per quanto andrà ad alleggerire il nostro portafogli.Prendiamo in considerazione un campione di cinque supermercati diversi, ipotizzando di dover fare una mini-compera per colmare le mancanze della dispensa della nostra cucina. Un pacco di pasta, un filone di pane, un litro di latte, dell'acqua, un chilo di zucchine, un chilo di petto di pollo e quattro rotoli di carta igienica. Sette prodotti (scelti fra quelli più economici degli scaffali) per uno scontrino che, battuto nel supermercato più caro, rischia di sfiorare i 20 euro, 18,88 euro per la precisione, quasi 5 euro in più rispetto al punto vendita più conveniente.

 

Fra i supermercati presi in considerazione il petto di pollo al chilo può venirci a costare anche 10,95 euro all’Orva, a fronte dei 10,30 della Coop, degli 8,83 del Famila, dei 7,59 del Despar e dei 6,99 del Lidl. Quest'ultimo, scontrini alla mano, è infatti risultato essere il meno costoso fra quelli presi in esame, sposando perfettamente la filosofia del risparmio legato ai discount. Basti guardare la differenza fra il costo di un litro di latte parzialmente scremato che, acquistato al Lidl, può farci intascare quasi un buon 50%. Qui infatti ci costerà 75 centesimi, circa la metà rispetto a quanto andremmo a spendere all'Orva (1,33 al litro).

 

Lo stesso prodotto negli altri supermercati varia invece dagli 80 ai 95 centesimi al litro. Passando al reparto frutta e verdura, anche curiosando fra i cartellini delle zucchine si possono notare piccole variazioni di prezzo: al Famila rischiamo infatti che l'ortaggio al chilo ci venga a costare 21 centesimi in più rispetto a Coop e Despar (1,69 centesimi al Famila, a fronte di 1,48 e 1,49 di Coop e Despar). Cambiando genere le sorprese non mancano: per quattro rotoli di carta igienica arriviamo a spendere anche 1,85 euro. 65 centesimi in più rispetto a Coop, e 17 in più rispetto a Despar. Il prezzo più conveniente per quanto riuarda questo prodotto lo detiene l’Orva, esponendo cartellini indicanti 0,98 centesimi di euro.

 

Differenze quasi impercettibili invece quelle relative all’acqua. Il prezzo della stessa marca di acqua leggermente frizzante si aggira intorno ai 44 e 46 centesimi al litro più o meno in tutti i punti vendita presi in considerazione, esclusa la Lidl dove la possiamo acquistare a 29 centesimi. Nessuna variazione per quanto riguarda gli spaghetti di una determinata marca, venduti alla stessa cifra in tutti i supermercati. Il pane invece, da tempo entrato nel vortice del carovita, lo possiamo pagare da 39 a 59 centesimi (tenendo in considerazione un filoncino da 230 grammi circa).

 

Un elenco di prodotti che ci hanno permesso di riempire cinque carrelli diversi, uno per ogni supermercato. A fine giornata possiamo renderci conto che, su 5 punti vendita, 3 battono lo scontrino più salato: una differenza di pochi centesimi che, a conti fatti, si aggira intorno ai 19 euro. Per la precisione 18,63 euro al Famila, 18,73 alla Coop e 18,88 all’Orva. Gli stessi prodotti (talvolta di marche diverse, nel tentativo per l’appunto di individuare il prezzo più basso) possono farci spendere qualcosina in meno se acquistati al Despar (qui lo scontrino segnerà 15,86 euro). Portafogli un po’ meno alleggerito anche al discount, dove avremo la possibilità di guadagnare fino a un 30% visto che, una volta arrivati alla cassa, lo scontrino segnerà un totale di 13,71 euro, cinque in meno rispetto alla maggior parte dei punti vendita.

di Lucia Bellinello










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