Protagonista della vicenda una rodigina di 38 anni in servizio alla sala operativa della questura di Padova. La sua storia è stata presentata in tv. Ma la questura nega che ci siano stati atteggiamenti discriminatori
Rovigo, 3 ottobre 2008 - Omosessuale, discriminata dalla polizia: è una denuncia forte quella fatta da una poliziotta di 38 anni di Rovigo, attualmente in servizio alla sala operativa della questura di Padova, che avrebbe reso nota la situazione di disagio che da tempo sta vivendo sul posto lavorativo.
Tutto sarebbe cominciato nel 2005 con il ricovero in ospedale di una giovane tossicodipendente in crisi di astinenza. In quella occasione l'agente, dopo aver accompagnato la donna al pronto soccorso, avrebbe ammesso, secondo quanto riportato nel verbale, di essere la sua ragazza. ''Ho fatto outing - ha affermato la poliziotta raccontando la sua vicenda a Studio Aperto - e da allora sono iniziate le discriminazioni sul lavoro''. A partire dal trasferimento, avvenuto nel maggio 2006, dalle volanti alla sala operativa.
Il questore di Padova Luigi Savina nega che nella vicenda vi sia stata alcuna discriminazione, ribadendo che la Polizia ''non si e' mai occupata delle abitudini sessuali dei propri dipendenti''. ''Con l'ampia disponibilita' di tutela sindacale - afferma il questore, invitando Zanaga a rivolgersi, se lo ritiene opportuno, all'autorita' giudiziaria - l'agente avrebbe potuto tranquillamente contattare i circa 25 sindacati di Polizia. Come mai non lo ha fatto?''.
Sono state posate due delle passerelle della nuova pista ciclabile che collega la stazione al Cen.Ser. Sono state collocate sullo scolo Rezinella e in via Merlin. 310mila euro il costo totale dell'opera