Basta un telecomando per annullare le funzioni del cronotachigrafo e sfrecciare senza limiti. Ritirata la patente a un autista. Finisce nei guai anche un'azienda che opera nel cantiere Valdastico
Rovigo, 15 ottobre 2008 - Basta un clic su un telecomando e il camion sembra fermo anche se invece sta sfrecciando lungo la strada in barba a normative e magari superando anche i limiti di velocità. E’ l’ultima scoperta fatta l’altro pomeriggio dalla polizia stradale di Badia Polesine che ha sequestrato un vero e proprio kit per annullare le registrazioni del cronotachigrafo che è obbligatoriamente installato sugli autoarticolati. Una sorta di scatola nera per verificare che gli autisti rispettino le regole previste dalla legge per quanto riguarda le soste, gli orari di lavoro e, ovviamente, i limiti di velocità. Una scatola nera che, però, a molti, soprattutto a chi vuole guadagnare di più, non sta proprio ‘simpatica’.
Fatto sta che gli agenti della stradale, proprio a Badia, attorno alle 14, hanno fermato un camion lungo la Regionale 88 insospettendosi per l’atteggiamento dell’autista che ha iniziato a sudare freddo quando uno degli agenti ha iniziato a perquisire il mezzo pesante accorgendosi che, proprio all’altezza della scatola nera, c’era qualche cosa che non andava.
Piccoli dettagli che, però, non sono sfuggiti agli occhi esperti di chi, quotidianamente, controlla auto dopo auto per garantire la sicurezza degli automobilisti.
L’agente, infatti, dopo essersi accorto della presenza del telecomando finito nelle sue mani, ha chiesto all’autista di mettere in moto e di dirigersi verso la sua destinazione: il cantiere del lotto 13 della Valdastico a Salvaterra dove avrebbe dovuto scaricare del calcestruzzo. Strada facendo, quindi, il poliziotto ha deciso di premere il pulsante del telecomando con tutta la strumentazione di bordo che si è improvvisamente bloccata come se il mezzo fosse fermo.
Un ‘trucco’ reso possibile da un magnete connesso a un sensore che andava a influire sul circuito della scatola nera annullandone le funzioni.
Ma le sorprese non sono finite. Nel cantiere della Valdastico, infatti, la stradale di Badia, guidata dal comandante Alberto Cappellini, ha individuato altri quattro mezzi di proprietà della stessa ditta — con sede nella bassa padovana — due dei quali sono risultati avere la stessa manomissione.
E così per l’autista è scattato l’immediato ritiro della patente con una decurtazione di dieci punti e una multa di 1.500 euro.
Ma la ‘storia’ non finisce certo qui visto che anche l’azienda per cui l’uomo lavora ora rischia grosso, considerando che l’esame delle scatole nere messe a segno dai tecnici specializzati delle Officine Meccaniche di Cerea hanno confermato in pieno quanto già verificato dagli agenti della stradale.
Marco Signorini
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