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Scalo merci, l'accordo: lì si sposteranno le corriere

Si tratta del primo passo che porterà al trasferimento della stazione delle corriere nella zona dello scalo merci, che sarà trasferito dell’Interporto

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Scalo merci a Rovigo (foto Donzelli) Rovigo, 13 novembre 2008 - E’ UN OBIETTIVO inseguito da anni. Fino dalla prima giunta Baratella. E, alle spalle, ha ben ventisei atti di indirizzo. Ma ora, finalmente, il traguardo sembra un po’ più vicino: è stato firmato martedì, infatti, tra il Comune di Rovigo e Ferrovie dello Stato, il protocollo d’intesa per un intervento di riqualificazione urbanistica dell’area dello scalo merci della ferrovia. In sostanza si tratta del primo passo che porterà allo spostamento della stazione delle corriere, che attualmente si trova in piazzale Cervi, nella zona dello scalo merci. E lo scalo merci che fine farà? Sarà trasferito dell’Interporto.

 

I punti principali del protocollo d’intesa sono stati presentati, ieri, dal sindaco Fausto Merchiori, dal vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Graziano Azzalin, dall’assessore all’Urbanistica Gigi Osti e dall’assessore ai Trasporti Nadia Romeo. "Quello della delocalizzazione dello scalo merci all’Interporto e del conseguente trasferimento della stazione delle corriere è un problema complesso e che va avanti da anni — ha ricordato il sindaco —: si tratta di un progetto importante e dopo una lunga fase di dichiarazioni di intenti, ora questo protocollo di intesa rappresenta un riferimento importante affinchè poi si sviluppino ulteriori accordi".

 

La tempistica, certo, è lunga e nessuno azzarda ipotesi: "Sarà necessario attuare un accordo di programma che ci impegniamo ad avviare entro 30 giorni da oggi e che dovrebbe concludersi entro nove mesi: in questo accordo andranno messi in evidenza ulteriori elementi urbanistici", ha spiegato l’assessore Osti ricordando che il prosieguo dell’iniziativa dovrà essere autorizzato dal consiglio comunale.

 

Il protocollo d’intesa sottoscritto tra Comune e Ferrovie prevede che, a fronte della cessione dello scalo merci, il Comune metta a disposizione aree da edificare. "L’accordo di programma — ha spiegato Osti — entrerà, ovviamente, nel nuovo Pat - il piano di assetto territoriale - ed è evidente che bisognerà tenere conto del nuovo assetto soprattutto in termini viabilistici".

 

Anche il vicesindaco Azzalin ha ribadito l’importanza dell’accordo raggiunto: "Si intravede, ora, una soluzione anche nella riqualificazione di un comparto urbano importante — ha sottolineato — affrontando anche tutta la questione complessa della mobilità". E proprio su questo punto si sofferma l’assessore ai Trasporti, Nadia Romeo: "La firma del protocollo di intesa è un piccolo ma importante passo anche per uno sviluppo intermodale vero della nostra città". Il trasferimento della stazione delle corriere nell’area dello scalo merci ferroviario, consentirà, infatti, un’intermodalità completa: "Chi arriverà a Rovigo in treno avrà a ‘portata di mano’ sia gli autobus urbani che extraurbani che le biciclette", ricorda l’assessore. Non solo. Questo accordo, di fatto, "darà alla città una stazione delle corriere degna di tale nome".

 

Quanto alla delocalizzazione dello scalo merci nell’area dell’Interporto, l’assessore Romeo ricorda che questo passaggio si inserisce in un’ottica di logistica delle merci, "che potranno anche prendere il largo via acqua, togliendo alla città un problema di viabilità".

 

Dal definitivo spostamento dello scalo merci ferroviario si renderà disponibile un’area di 41mila e 386 metri quadrati: la soluzione prevista è quella di suddividere l’area di riqualificazione in due ambiti, uno dedicato a servizi pubblici e uno dedicato ad insediamenti edilizi privati, rispettivamente della superficie di circa 12mila e 682 metri quadrati e 28mila e 686 metri quadrati.
 

Maristella Carbonin










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Presidio in comune

Presidio dei dipendenti comunali, ieri, davanti alla prima commissione, riunita anche per parlare della distribuzione delle risorse per il personale. Insieme ad alcuni lavoratori e alle Rsu c’erano anche i sindacati