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IL COLPO

Rapinano la banca: sms dell'ostaggio li incastra

Due banditi avevano già sequestrato alcuni impiegati in una filiale a Santa Maria Maddalena, quando una collega è riuscita a inviare un sms di aiuto

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La banca assalita dai rapinatori (foto Donzelli) Santa Maria Maddalena, 21 novembre 2008 - Un sms contro i rapinatori. E’ bastato un messaggino- "Aiuto rapina" - inviato da una impiegata a mettere in fuga i due malviventi che ieri hanno tentato il colpo alla Banca Popolare di Vicenza di Santa Maria Maddalena. Un colpo studiato nei minimi particolari, da due professionisti del settore. In banca c’erano di sicuro già stati facendo più di un sopralluogo: sapevano a che ora sarebbero arrivati gli impiegati, quanto avrebbero dovuto attendere perché si aprisse la cassaforte temporizzata. Ma soprattutto avevano trovato il punto debole nella sicurezza dell’istituto di credito: il retro della banca confinava con un magazzino vuoto. E’ da quel magazzino incustodito che i due malviventi hanno aperto un buco nel muro e sono entrati in banca, nel bagno. Lì, nascosti, hanno atteso che arrivassero gli impiegati della banca.

 


Verso le otto e un quarto è arrivato il primo dipendente della banca: è entrato e ha disattivato l’allarme. Subito dopo si è trovato di fronte uno dei rapinatori: armato di pistola, con un passamontagna e una tuta. Con lui un complice, anch’egli con un passamontagna e con la stessa tuta bianca cerata. A pochi minuti di distanza sono arrivate in banca tre impiegate. Una di loro, veniva obbligata ad attivare l’apertura a tempo della cassaforte e del bancomat. Fra i rapinatori e il bottino c’erano quaranta minuti d’attesa. Hanno legato i polsi dell’impiegato e delle donne con delle fascette in plastica, una di loro veniva lasciata alla cassa, in modo che i passanti non notassero alcunché di strano. Ma i due non hanno potuto aspettare quei 40 minuti. Una delle bancarie aveva già mandato quell’sms di aiuto. Lo aveva spedito ad un amico che ha subito telefonato al 113.

 


Da quel momento in poi la storia della rapina è diventata quella di una fuga disperata. I due hanno capito che qualcosa stava andando storto. Ciascuno di loro era collegato con l’auricolare ad uno scanner sulle frequenze di carabineri e polizia. "Che hai fatto!", ha urlato uno di loro contro una delle donne. Poi è fuggito, dal retro della banca, assieme al complice, su una moto. Ma carabinieri e polizia erano già sulle loro tracce

 


Un militare dell’Arma è riuscito a intercettare i due all’uscita della banca e a sparare un colpo in aria, ma i due hanno proseguito la fuga oltre il Po. Sono fuggiti verso Ferrara: hanno imboccato via Padova. Là è stata individuata la moto con i due: nonostante viaggiasse a velocità folle, è stata speronata da una volante della polizia. I due rapinatori sono stati arrestati: si tratta di due pregiudicati, Giampaolo Gessa, 43 anni, di Bologna, e Simone Gamberoni, 31 anni, di Occhiobello, residente anche lui a Bologna. Entrambi hanno precedenti. La moto, una Honda Africa Twin era stata rubata ieri a S.Giovanni in Persiceto. I rapinatori sono stati portati al carcere di Ferrara.

di Tiziana Piscopello










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