L'inchiesta è della procura di Caltanissetta. I giudici: "Infiltrazioni mafiose e riciclaggio". Il tratto polesano include i comuni di Lendinara e Badia Polesine
Rovigo, 28 novembre 2008 - C’è anche un tratto rodigino nel sequestro dell’autostrada Valdastico ordinato dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta ed eseguito ieri. I magistrati, infatti hanno deciso il sequestro dei lotti 9 e 14 dell’autostrada Valdastico, in provincia di Vicenza e di Rovigo. Il decreto è stato notificato ieri da carabinieri e Guardia di Finanza di Caltanissetta.
Il tratto che attraversa il territorio polesano è quello del lotto 14 che include il comune di Lendinara, quello di badia Polesine, dove è prevista la realizzazione del viadotto ‘Salvaterra’, di ben 11 campate, fino alla connessione con la Transpolesana. Il percorso del lotto 14 continua poi nel territorio di Canda, sono previsti altri due ponti a 3 e 4 campate. L’importo previsto per l’esecuzione dei lavori del lotto 14 è di 39 milioni 408mila euro. Il 13 maggio 2004 l’Anas ha dato il proprio via libera al completamento della Valdastico verso sud: un’pera da 965 milioni di euro. Il nuovo asse permetterà di collegare l’autostrada A4 Brescia-Padova con la SS434 Transpolesana, che unisce Rovigo e Verona. La Valdastico sud si svilupperà per complessivi 54 km, sei caselli ed una barriera terminale all’altezza di Badia Polesine. Il 20 dicembre 2004 il consiglio di amministrazione dell’Anas ha approvato i progetti esecutivi relativi ai lotti 9, 12 e 14 della Valdastico Sud per un ammontare di 213 milioni di euro. Il 12 febbraio 2005 il presidente della Giunta Regionale Galan e il ministro delle Infrastrutture Lunardi avevano inaugurato i cantieri dell’opera.
Il provvedimento di sequestro rientra nell’inchiesta su presunte attività illecite svolte in seno alla Calcestruzzi spa ed alla Italcementi spa, entrambe di Bergamo, sui quali indaga la procura della Repubblica di Caltanissetta.
Il sequestro, con facoltà d’uso dell’autostrada, è stato deciso in seguito agli accertamenti dei periti della Dda nissena che hanno evidenziato significativi scostamenti tra i dosaggi contrattuali di cemento con quelli effettivamente impiegati nella produzione dei conglomerati forniti all’impresa incaricata dei lavori di realizzazione.
L’indagine mira ad accertare se la Calcestruzzi abbia proceduto, non solo in Sicilia, ma anche su tutto il
territorio nazionale, ad una illecita creazione di fondi neri. Gli inquirenti vogliono accertare l’eventuale esistenza di una strategia aziendale finalizzata ad un sistematico risparmio del cemento nelle forniture di calcestruzzo destinate alla realizzazione di opere pubbliche.
"E’ un’indagine complessa che sicuramente ha curato gli interessi della collettività e che travalica la dimensione mafiosa siciliana".Ha detto il procuratore Sergio Lari durante la conferenza stampa per il sequestro dei lotti dell’autostrada Valdastico, nell’ambito dell’inchiesta sulla Calcestruzzi spa.
"L’inchiesta - afferma - sta comunque innescando dei meccanismi virtuosi, ovvero la sensibilizzazione su come vengono costruite le strutture pubbliche e pensiamo ad esempio quello che sta accadendo nelle scuole dopo il crollo nel Torinese".
Sulle opere pubbliche su cui sono in corso accertamenti per valutarne la stabilità, Lari dice: "Bisogna verificare se è a rischio l’incolumità pubblica come è emerso dagli accertamenti tecnici condotti dai nostri periti". "Anche adesso - dice Lari - dobbiamo effettuare altre indagini tecniche per verificare la stabilità delle strutture sequestrate anche se già dalle prime perizie è emerso il rischio di stabilità per queste strutture. In questo contesto dovremo accertare la responsabilità penale e amministrativa della Italcementi".
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