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IL FATTO

Consiglio di fuoco, insulti e spintoni in comune

Insulti e spintoni ieri a palazzo Nodari tra rappresentanti della maggioranza e dell’opposizione. Per calmare le acque è intervenuta la Digos

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Consiglio comunale a Rovigo (foto Donzelli) Rovigo, 29 novembre 2008 - Un consiglio più che infuocato, quello che si è svolto ieri a Palazzo Nodari. Durante il quale si è sfiorata la rissa. Fra consiglieri di maggioranza e di opposizione.
All’ordine del giorno c’era un argomento di quelli pesanti, sul piatto della bilancia politica di un’amministrazione comunale, cioè l’assestamento di bilancio. Ma è stato su un aspetto marginale, quello degli autovelox, che il galateo delle buone maniere è stato messo in cantina. E dalle parole e dai gesti, in un crescendo rossiniano, si sarebbe passati ai fatti.

 


Ad accendere la miccia sarebbe stato un alterco fra Aldo Guarnieri, consigliere di minoranza di Fi e Vito Piccininno, nella sua veste di presidente del consiglio comunale. Un alterco su questioni di procedura. Ogni consigliere ha tempi d’intervento contingentati e regolamentati. Guarnieri, nel tentativo di intervenire più a lungo e più volte viene ‘bacchettato’ con una censura dal presidente Piccinnino. Guarnieri ingoia il rospo. La temperatura in consiglio sale. Matteo Zangirolami, di An, chiede la sospensione della seduta. Il consigliere Albertino Stocco, lista civica, da poco approdato nella maggioranza Merchiori si pronuncia contro.

 

Guarnieri pro. A quel punto chiede di intervenire Dante Buson, della Margherita ma è allora che l’intreccio di accuse e controaccuse - e parole grosse - arriva al massimo. La seduta viene sospesa. A quel punto il racconto, come nei gialli che si rispettano, trova versione e tinte diverse a seconda dei testimoni.
"Il presidente ha distribuito i tempi degli interventi come voleva: agli amici della sua parrocchia ha dato spazio, all’opposizione ha messo il bavaglio. Gli ho detto che, per questo, doveva vergognarsi. Gli ho detto che agiva da ventisettesimo uomo della maggioranza e non da presidente super partes. Ci siamo incrociati sulla soglia dell’uscita e lui ha fatto un gesto, come per allontanarmi e mi ha strattonato la giacca". Così Aldo Guarnieri racconta l’episodio.

 


E mentre
il consigliere di Fi usciva dall’aula di Palazzo Nodari, sembra sia arrivato Giuseppe Scaramozzino, altro consigliere in quota a Fi a fronteggiare, testa a testa, Piccininno. Fra i banchi, intanto, l’alterco verbale scoppiava fra Domenico Santaniello, funzionario del Comune di Rovigo e Matteo Zangirolami. E’ toccato agli altri consiglieri, dai banchi della maggioranza e dell’opposizione, correre a tranquillizzare gli animi.
"Non intendo commentare l’episodio - dice il presidente Piccininno - anche perché non c’è nulla da commentare. Basta leggere i verbali del consiglio per vedere che non è successo nulla che vada al di là della normale dialettica politica. Io non ho visto nulla di strano". Minimizza anche Scaramozzino: "E’ stata una cosa durata trenta secondi, un minuto: un alterco tra Guarnieri e il presidente. Nulla di più".

 


Ma resta il dato, unico certo, fra le testimonianze divergenti, le accuse varie e la tentazione di ‘sedare e sopire’ di manzoniana memoria, che gli agenti della Digos sono stati chiamati a dirimere la lite a Palazzo Nodari.
Il consiglio, sbollite le ire e ammorbiditi gli animi dai pontieri delle avverse fazioni, è proseguito. L’assestamento di bilancio, di un milione e mezzo di euro, è stato approvato con 20 voti a favore e 7 contrari. La pace è stata siglata, dopo la burrasca, su un maxi emendamento votato da tutti i consiglieri, di maggioranza e opposizione che distribuisce fondi per le palestre (10mila euro), per CoFidi (20mila euro) e altri fondi.










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