Sprechi, irregolarità e appalti sospetti. L'Espresso dedica due pagine alla gestione Marcolongo. In un dossier molte accuse contro il direttore generale
Rovigo, 27 dicembre 2008 - Quello 2008 sarà stato un Natale sicuramente un po’ più amaro, per il direttore generale dell’Ulss 18, Adriano Marcolongo. Con il dossier dell’ispettore ministeriale Carlo Alberto Luccone alla mano, infatti, l’Espresso ha messo sotto accusa la politica sanitaria dell’Ulss 18. Che si è ‘guadagnata’ (e non per meriti...) due pagine del noto settimanale, nella parte di attualità dedicata a ‘Salute e sprechi pubblici’.
Nell’articolo è messo alla sbarra tutto il sistema sanitario del Veneto, con le sue 24 aziende sanitarie, travolte da un vortice di sprechi, favoritismi, lottizzazioni e corruzioni. Come attestano anche i risultati di diverse ispezioni attuate dal Ministero dell’Economia. Ed è proprio la situazione polesana quella più critica. Uno scandalo pronto ad esplodere, secondo il giornalista dell’Espresso, Paolo Biondani. Che sintetizza i dati che già molte volte abbiamo riportato sul nostro quotidiano, in particolare attraverso le denunce dell’assessore provinciale alla Sanità, Guglielmo Brusco.
Uno scandalo, quello dell’Ulss 18, che inizia con una montagna di ‘buchi’ nel bilancio: negli ultimi sei anni l’azienda sanitaria ha accumulato un deficit di 279 milioni di euro. Una voragine che continua ad allargarsi: nel 2003 il deficit era di 31 milioni, nel 2008 è stato programmato di 63 milioni. Dalle ispezioni ministeriali scattate già dal 2006 è nato un corposo dossier, trasmesso poi alla Corte dei Conti. Ed è a questo fascicolo che si riferisce l’articolo denuncia dell’Espresso: si tratta di un dossier «che contiene ben 43 accuse al direttore generale dell’Ulss 18, Adriano Marcolongo», definito «un fedelissimo del governatore del Veneto , Giancarlo Galan, che lo ha riconfermato in carica» (e, aggiungiamo premiato con 40mila euro) «nonostante i buchi».
Le accuse e i sospetti che il dossier dell’ispettore del Ministero muove contro il direttore generale dell’Ulss 18 sono pesanti: in particolare avrebbe gonfiato i debiti per effetto di "gravi e numerose irregolarità negli appalti". Nel dossier si parla anche di "illegittimi affidamenti di contratti a trattativa privata", "eccessivo ricorso a forniture senza gara pubblica" e "artificioso frazionamento degli importi contrattuali, per restare sotto le soglie di legge".
Ma nel fascicolo redatto dall’ispettore ministeriale si parla anche di "proroghe e sanatorieimproprie", che l’Ulss 18 avrebbe concesso alle aziende amiche. Sotto accusa anche il boom delle "consulenze esterne", con avvocati e professionisti "pagati ancor prima dell’incarico", "per compiti di durata e oggetto indefiniti".
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