La crisi economica ha messo in ginocchio l’azienda di famiglia e lei, una 55enne, non sa più cosa fare per pagare i creditori: "Chiedo 100mila euro"
Rovigo, 6 gennaio 2009 - NON HA più un centesimo. Le aziende per le quali il marito e il figlio hanno lavorato continuano a non scucire denaro. In famiglia non arrivano soldi. E la sua casa è grande, tanto quanto il mutuo che deve pagare ogni mese. Adesso non ce la fa più. Non sa dove sbattere la testa. Dopo giorni e giorni passati a riflettere è arrivata ad una decisione estrema. Le resta solo il suo corpo. "Mi vendo un rene".
Silvia (nome di fantasia) ha 55 anni è sposata, vive alla periferia di Rovigo.
Ieri mattina ha capito che non aveva alternative e ha deciso di chiamare il giornale per un annuncio.
"Vendo il rene. Se interessati il telefono è il seguente...". La signora ci fornisce il numero di cellulare e ci chiede di metterlo sul giornale. Ma si tratta di una cosa che in Italia è illegale e quindi non possiamo assecondarla.
Alla base delle sofferenze della donna c’è l’attuale crisi economica che sta pian piano facendo sentire effetti devastanti.
DELLA somma per vendere il rene non è tanto sicura ma "per meno di 100mila euro non se ne parla".
Quei 100mila euro altro non sono che i soldi dei mancati introiti. Lavori non pagati al marito e al figlio che assieme hanno una piccola impresa nel settore edilizio.
Soldi che dunque non arrivano in famiglia, da nessuna parte. E per questo motivo i problemi aumentano di giorno in giorno."C’è la crisi è vero — dice — ma un momento così nero non l’abbiamo mai passato in tutti questi anni in cui abbiamo sempre lavorato tanto".
POI TORNA a parlare del suo rene. Tiene a precisare che lei è di sana e robusta costituzione. "Mai avuto problemi, solo un po’ di artrite, cosa vuole, forse è la vecchiaia". E’ arrivata al termine di un calvario iniziato da un po’ di tempo. "Ho cercato anche di fare altri lavori — continua a dire — ma a 55 anni farsi assumere è quasi impossibile. E poi al massimo si trovano impieghi per cui ti pagano non più di 1000 euro al mese. Ma dove vai con 1000 euro al mese?".
Lei è una donna che ha sempre lavorato ed ha aiutato anche marito e figlio nella piccola impresa famigliare. "Mai avuto problemi economici, non ci siamo fatti mancare niente, ci siamo costruiti anche una bella casa. Da sei anni paghiamo il mutuo. Ne mancano altri quattro per finire. Ma se va avanti così la vedo dura. Le banche ti aiutano per un po’, poi ti lasciano a piedi. Ah! La vedo dura".E prosegue: "Abbiamo un sacco di spese, noi continuiamo a pagare, ma i soldi che ci spettano non arrivano. Anche i Comuni non pagano. Abbiamo fatto dei lavori per diverse amministrazioni, ma aspettiamo ancora il denaro". Il fatto che il trapianto mercenario sia vietato non la spaventa. "E cosa devo fare allora? Mi dica lei? Ci metto il mio corpo, non mi è rimasto altro".
In Italia il commercio di organi è illegale
IN ITALIA la vendita di organi è illegale. Ma nel mondo il commercio illegale di organi è diffuso. Capita così che gli organi comprati siano trapiantati nel paese del donatore (ad esempio, pazienti europei o americani che viaggiano per ricevere un trapianto in India o in Cina). Ma avviene anche che gli organi siano trapiantati in un paese terzo, scelto per la sua legislazione tollerante e per la presenza di medici compiacenti (ad esempio europei o americani si recano, per il trapianto, in Turchia o in Sudafrica).
di Carlo Cavriani
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