Il comandante della polizia municipale di Occhiobello, Luigi Sagliocco: "Si tratta di una decisione preventiva e a livello nazionale che prende il via da un'indagine della procura di Verona". Tutto per fare chiarezza sui prototipi di queste apparecchiature, analizzando lo stato di omologazione
Occhiobello, 28 gennaio 2009 - Ad Occhiobello rimossi e sequestrati i due T-Red. In paese gli automobilisti che percorrono la via Eridania e la SS16, hanno potuto notare come le due apparecchiature elettroniche di rilevazione della velocità non siano più presenti. I due incroci in cui erano stati installati, ancora nell’aprile 2007, erano quelli fra via Trento e via Eridania e tra quest’ultima e la Statale 16.
Il funzionamento del T-Red prevede che al momento della comparsa del segnale di rosso all’impianto semaforico scatti una ripresa sulla presenza delle auto all’incrocio. In questa fase l’apparecchio elettronico rileva eventuali automobili che hanno oltrepassato la linea di ‘stop’ e dare la precedenza nonostante la luce fosse rossa.
Anche a Occhiobello funzionava così e, dopo il giallo, che secondo il Comune durava sei secondi, il T-Red iniziava a fotografare chi passava con il rosso tornando in stand by quando tornava il verde.
L’automobilista che non si fermava al segnale rosso di stop, si vedeva recapitare dal corpo di polizia municipale, una contravvenzione di 143 euro.
A questo, però, si aggiungeva anche la sottrazione di 6 punti dalla patente, da scalare dal totale di 20 punti previsti per ogni possessore.
Sulla vicenda, intanto, giungono le precisazioni del comandante della polizia municipale intercomunale di Occhiobello, Luigi Sagliocco: "Si tratta di un sequestro preventivo disposto su tutto il territorio nazionale — osserva — a seguito di un’inchiesta avviata l’anno scorso dalla magistratura veronese. Il 12 gennaio è stato firmato dal giudice per le indagini preliminari della procura di Verona Sperandio un decreto che prescrive la dismissione delle apparecchiature. I T Red — aggiunge il comandante Sagliocco — furono installati e mantenuti con finalità di prevenzione per evitare che, nel centro del paese e lungo due strade particolarmente trafficate, vi fossero veicoli che attraversassero i due incroci a semaforo rosso pregiudicando la sicurezza della circolazione".
Un’inchiesta quella veronese che ha visto l’acquisizione di documenti relativi ai T-red installati in 62 comuni, oltre all’iscrizione nel registro degli indagati degli amministratori di tre ditte fornitrici. I ‘dubbi’, sollevati anche da diverse associazione dei consumatori, sono legati alla correttezza delle rilevazioni dei T-Red installati in alcuni comuni in cui le multe fioccavano troppo facilmente. La prima ‘causa’, sarebbe da imputare ai tempi del ‘giallo’, in quanto troppo brevi ed inferiori ai 6 secondi previsti, necessari all’automobilista per fermarsi. Un caso, quello verificatosi nei comuni veronesi e non solo, che ha creato scalpore e rabbia nei confronti dei cittadini che si sono sentiti beffati.
I T-red di Occhiobello, quindi, rientrano in un’operazione di sequestro preventivo nazionale, atto a fare chiarezza sui prototipi di queste apparecchiature, analizzando lo stato di omologazione degli stessi e anche le modalità in cui sono stati affidati gli appalti.
di Mario Tosatti
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