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BULLISMO

Importunavano coppia di fidanzati
Quattordici giovani a giudizio

Un ragazzo di Goro contro quattordici di Porto Tolle: la sfida iniziata in un parcheggio prosegue in tribunale. Le versioni non concordano, anche la presunta vittima è stata denunciata

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Baby gang (Foto Ansa) Rovigo, 25 febbraio 2009 - Un ragazzo di Goro contro quattordici di Porto Tolle. Una sfida che è iniziata su un campo in un parcheggio e continua nei tribunali. Dove a sfidarsi fra denunce e contro denunce sono i rispettivi avvocati dei protagonisti.

 


Tutto ha inizio nella primavera del 2007 a Porto Tolle. Un 25enne di Goro, C.M. fidanzato di una ragazza di Porto Tolle, sono soliti appartarsi in un parcheggio. Cercano un luogo tranquillo dove chiacchierare e scambiarsi qualche effusione. Ma un gruppo di ragazzi di Porto Tolle li nota e comincia ad importunarli. Fino a che, dopo ripetute incursioni, si arriva alla resa dei conti fra il 25enne, pescatore del ferrarese e il gruppo di ragazzi di Porto Tolle, alcuni dei quali all’epoca dei fatti minorenni.
Ma su cosa poi sia accaduto in quella giornata di aprile le versione non concordano. E infatti ieri, di fronte al giudice per le indagini preliminari, alcuni degli attori della vicenda hanno raccontato la loro verità e altri lo dovranno fare il 17 marzo prossimo.

 


Secondo la testimonianza del 25enne il ‘branco’ di piccoli teppisti avrebbe prima infastidito la coppia, poi danneggiato l’auto dei fidanzati, poi attirato l’uomo in un tranello, cercando di picchiarlo. Solo allora lui avrebbe mostrato loro una pistola, senza puntarla, per indurli a più miti consigli. Diversa la versione dei ragazzi secondo i quali il pescatore li avrebbe minacciati, brandendo l’arma, tanto da indurli a denunciarlo.

 

La procura di Rovigo sulla base delle querele presentate da entrambi i protagonisti della vicenda ha aperto due inchieste. Il pm Sabrina Duò aveva chiesto l’archiviazione su quella aperta sul comportamento dei 14 ragazzini. All’archiviazione si è opposto il 25enne, assistito dall’avvocato Francesco Zarbo. Quanto alle presunte minacce sempre il pm Duò ieri, nel corso dell’udienza con rito abbreviato davanti al gup Testoni, ha chiesto una condanna a 4 mesi. Secondo il 25enne si tratterebbe di legittima difesa, per i ragazzi e le famiglie, assistite dall’avvocato Tania Bertaggia, si configurerebbe il reato di minacce. La prossima udienza è fissata per il 17 marzo.










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