Una polesana racconta la sua odissea ferroviaria. Disservizi sulla linea che va da Rovigo a Verona: i convogli vengono spesso cancellati o partono in grave ritardo
Rovigo, 6 marzo 2009 - Il 'treno dei desideri’? Di sicuro non è quello che collega Verona a Rovigo. Parola di una polesana che, dal 2 di marzo, deve prendere questo treno per motivi di lavoro.
Il popolo dei pendolari, si sa, è costretto a convivere con ritardi e disservizi che, purtroppo, sono quasi all’ordine al giorno.
"Ma il mio treno è stato soppresso due volte in una settimana: questo è troppo". Elvezia Pelà, rodigina, da qualche giorno lavora a Verona. E per raggiungere la città degli Scaligeri si alza ogni mattina all’alba per prendere il regionale delle ore 5,51. Per tornare nel capoluogo polesano, invece, sale sul treno delle 14,49, sempre un regionale. Il viaggio, se non ci sono ritardi, dura un’ora e cinquanta.
"Questa settimana già due volte — racconta Elvezia — il treno delle 14,49 è stato soppresso". Prima lunedì e poi mercoledì. "Le ferrovie hanno organizzato una corriera per accompagnare i pendolari nella stazione di Legnago, da dove, alle 16,17, parte un treno per Rovigo — spiega Elvezia — Ma la corriera è lentissima, visto che passa per tutti i paesi". Fatto sta che mercoledì il pullman è arrivato a Legnago alle 16,16: "Ma il treno — protesta — non ci ha aspettati. Ma allora era inutile organizzare la corriera: tanto valeva attendere in stazione a Verona il treno successivo, almeno stavo al caldo".
Insomma, alla fine, dopo quest’odissea, Elvezia è arrivata a Rovigo alle 17,50. "Io pago un abbonamento mensile di 70 euro al mese — protesta — e già due volte in una settimana ho dovuto sopportare questa trafila per la soppressione del treno. E’ pazzesco".
di Maristella Carbonin
L'antico salone delle contrattazioni sarà recuperato come spazio polivalente per convegni ed eventi