La Cna consegna le sue proposte alla Camera di Commercio per agevolare l'imprenditoria femminile: microcredito e prodotti assicurativi flessibili sono solo alcune delle idee elaborate
Rovigo, 6 marzo 2009 - In un periodo davvero grigio per l’economia polesana, sono le imprese ‘in rosa’ quelle che paiono reggere maggiormente ai contraccolpi della crisi. Secondo i dati della Camera di commercio, alla metà del 2008 le imprese femminili aumentavano dello 0,7%, di fronte a una diminuzione di quelle maschili.
Cna impresa donna (Cid), ieri, ha presentato al comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di Commercio (presieduto da Paola Menon) alcune proposte pensate proprio per agevolare le aziende ‘in rosa’. Come ha spiegato Alessandro Monini, direttore di Cna, "in questa situazione di crisi le imprese femminili, essendo generalmente ‘micro’, sono ancora più in difficoltà e hanno bisogno di una maggiore attenzione da parte del mondo politico, economico e sociale". "Abbiamo elaborato alcune proposte — precisa Anna Maria Pravato, presidente di Cna impresa donna — che vogliono essere uno stimolo per chiamare il Polesine a confronto sul futuro dell’economia partendo dall’imprenditoria femminile per ricercare insieme soluzioni alla disoccupazione delle donne che, lo ricordiamo, nella nostra provincia è la più alta della regione".
Nadia Saccardin ha illustrato i progetti elaborati dal Cid. "Una proposta riguarda le aspiranti imprenditrici", ha spiegato. In sostanza l’idea è quella di dare alle donne che hanno un progetto imprenditoriale la possibilItà di sottoscrivere un ‘patto’ con le associazioni di categoria e le banche "per essere accompagnate nella realizzazione della propria idea imprenditoriale attraverso un pacchetto di servizi". Che prevede, anche, un credito su misura. Un altro progetto è dedicato alle donne che, per fattori importanti (ad esempio la maternità o il lavoro di assistenza), per alcuni periodi non riescono a svolgere appieno il proprio lavoro nell’impresa: "La nostra proposta — spiega Saccardin — è quella di sospendere temporaneamente i pagamenti di rate di finanziamento o mutui per il periodo necessario, affinchè si ristabilisca l’assetto precedente all’evento".
Un’ulteriore è quella di un prodotto assicurativo ‘ah hoc’. "Questo progetto nasce dal dato di fatto che, in un futuro molto breve, le artigiane faranno molta fatica ad arrivare alla pensione minima : di conseguenza — precisa — abbiamo pensato alla creazione di un prodotto banco-assicurativo da modellare sulle caratteristiche delle persone, anche rispetto alle proprie esigenze finanziarie: insomma, un prodotto flessibile".
Un altro progetto di Cna riguarda lo sviluppo sull’intero territorio di "strumenti di microcredito con presiti sino a 25mila euro per avviare attività autonome: l’attività di microcredito dovrebbe vedere il coinvolgimento ampio di istituzioni, enti economici e istituti bancari con la costituzione di un fondo ah hoc". Un altro obiettivo è la creazione di una più significativa collaborazione tra associazioni imprenditoriali di riferimento e banche per contrastare il fenomeno delle insolvenze. Infine, sottolinea Nadia Saccardin, "è importante potenziare la rete dei servizi di supporto alle donne lavoratrici": i servizi all’infanzia, agli anziani e ai disabili.
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