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L'INCHIESTA / RAVENNA

Giro di droga nella fabbrica abbandonata
Coinvolto anche carabiniere rodigino

Ha chiesto il rito abbreviato il militare originario del Polesine ma residente nella città romagnola. Tutto è partito dalle dichiarazioni di due pusher tunisini che spacciavano in un immobile industriale dismesso

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Tribunale( foto Ansa) Rovigo, 2 luglio 2009 - Un giro di droga in una fabbrica abbandonata alle porte di Ravenna. Cinque pistole sparite attorno al 2000 dal comando provinciale dei Carabinieri, forse cedute in cambio di stupefacente. Questo lo scenario dell'inchiesta della Procura di Ravenna, che vede coinvolti quattro carabinieri, un ex vicebrigadiere, un agente di polizia penitenziaria e una guardia giurata.


Uno dei carabinieri, un 44enne originario della provincia di Rovigo ma residente a Ravenna, ha chiesto di essere giudicato per rito abbreviato. La discussione è stata fissata per il 16 novembre, quando verranno formalizzati i patteggiamenti dei fratelli tunisini di 35 e 38 anni, i pusher che tra il 1998 e il 2002 spacciavano nella fabbrica e dalle cui dichiarazioni è poi partita l'inchiesta.


Nella scorsa udienza il Pm titolare del fascicolo Cristina D’Aniello aveva chiesto otto rinvii a giudizio e il proscioglimento per il solo agente di polizia Penitenziaria. I reati ipotizzati a vario titolo sono di falso ideologico, peculato, spaccio, ricettazione, estorsione e concussione.










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