Rovigo, 16 marzo 2017 - La tradizionale polenta polesana spodestata? Ebbene, numeri alla mano, parrebbe proprio essere così. Niente più pentoloni mescolati per ore ed ore, né sacchettini di farina di mais macinato: il piatto forte, oggi, è la pizza Benché sia un alimento diffuso ed amato praticamente in tutto il mondo, la nostra provincia è una piccola istituzione in materia. Per averne prova sarebbe sufficiente passeggiare per le strade del centro storico di Rovigo, o di qualsiasi altra città. Specialmente durante i weekend, le pizzerie sono sempre piene.

Un vero e proprio assalto ai tavoli, che costringe gli sfortunati che non riescono a riservarsi una prenotazione ad aspettare in piedi, anche per ore. Nemmeno scegliendo una soluzione da asporto, mangiando comodamente a casa, la situazione migliora di molto: telefoni per l’ordinazione occupati e lunghe attese sono il rischio che si corre se non ci si organizza per tempo. Insomma, i rodigini amano la pizza e non ne possono fare a meno. A darne conferma la Camera di Commercio di Milano, secondo la quale attualmente in provincia di Rovigo si trovano all’incirca 690 pizzerie. Un numero impressionante se si pensa che, rapportando il dato con il numero di abitanti, emerge che in Polesine abbiamo una pizzeria ogni 350 persone. Una richiesta che ovviamente si ripercuote positivamente anche a livello economico ed occupazionale, con 1200 persone impiegate nella produzione di pizze di ogni genere (tonde, al taglio, da tavolo, da consegna).

Ma c’è di più. A Rovigo non solo la pizza piace e pure tanto, ma costa anche poco. A rivelarlo è una ricerca di Napoli Pizza Village, che si occupa della promozione della pizza in tutta Europa. Ebbene, il prezzo medio di una Margherita (bibita inclusa) è di 8,09 euro. Costo che pone la città al 6° posto per economicità tra tutti i capoluoghi italiani, giusto sotto a Napoli, terra simbolo della pizza. L’alta richiesta ha inoltre convinto numerosi giovani ad investire nel mondo della pizza, aprendo nuove pizzerie o facendosi carico di attività già esistenti. A certificare il successo è Confcommercio, che spiega come «le pizzerie nuove che puntano su competenza e qualità funzionano molto bene, ottenendo dei grandi risultati».

Un miscuglio di buoni prodotti, buon servizio e pietanze che spaziano dalla ricetta tradizionale alle sue rielaborazioni più curiose e moderne. Ma a fare la differenza è anche tutto ciò che sta a contorno della pizza. «Molti locali cercano di diversificarsi - continua Confcommercio -, organizzando eventi, intrattenendo la clientela». Clientela che, puntualmente, accorre. Così a Rovigo, estate o inverno che sia, crisi economica o meno, una buona pizza non si nega mai a nessuno.