Rovigo, 24 dicembre 2017 - Per chi non ha voglia di rimanere in casa e vuole cambiare le proprie abitudini, la terra polesana offre tantissimi spunti differenti per passare un Natale gustoso. La tradizione è sempre una certezza: ecco perché quando si va in un ristorante o in un agriturismo nostrano non si sbaglia mai. Beatrice Padoan da anni cura i menù e le preparazioni culinarie dell’agriturismo «Il Cavallino» ad Arquà Polesine.

La signora Padoan spiega che il menù natalizio vuole ricreare la tradizione e i gusti tipici dei pranzi in famiglia. Si inizia con un antipasto di affettati misti dell’azienda, per poi passare ad un bis di primi tipici, ovvero il pasticcio di carne o i cannelloni spinaci e ricotta per i vegetariani e il risotto alla campagnola con funghi, salsiccia e porro. Il cotechino, rigorosamente fatto in casa, non può mancare tra i secondi. Segue un’altra seconda portata a base di cappone e accompagnata da diversi contorni. Si conclude con il dolce di Natale e lo spumante, oltre a caffè ed ammazzacaffè. Il tutto a soli 32 euro.

Un'alternativa interessante viene proposta da un altro locale tipico delle campagne polesane: a Villanova Marchesana si può infatti provare la cucina dell’agriturismo Altroposto che propone due menù, uno di carne e uno di pesce. Qui oltre alla tradizione, c’è voglia di sperimentare: tra i primi di carne colpisce il risotto al petto d’oca con crema di formaggi ed erba cipollina. La scelta tra carne e pesce è molto difficile: viene infatti proposto un altro risotto interessante nel menù di pesce, a base di scampi su crema di zucchine e noci. Tra i secondi invece c’è il salmone agli agrumi su purea di patate, l’ideale per chi vuole rimanere in forma anche durante il pranzo natalizio. I prezzi sono ottimi in rapporto alla qualità presentata: 35 euro per il menù di carne e 40 euro per il menù di pesce.

Per chi invece vuole sperimentare e non vuole fermarsi al consueto pranzo di Natale, la proposta vegana offerta dall’Ortodidattico a Lusia è sicuramente invitante. Renato Maggiolo, il titolare dell’azienda, ha a cuore la qualità dei prodotti coltivati nella stessa terra su cui si trova il ristorante e anche a Natale garantisce tutto questo: l’insalata tipica e le crudità di stagione ad inizio pasto non possono mancare. Seguono poi piatti della tradizione rivisitati in chiave vegana, come il pasticcio di radicchio e cavolfiore tra i primi o la polenta di spinaci con sugo di lenticchie tra i secondi.

Il prezzo, tutto compreso, è di 40 euro. Al ristorante «7 Mari» a Porto Viro. Qui si sale e si arriva a 90 euro a testa, costo che però sarà ben speso: l’altissima qualità viene presentata attraverso piatti ricercati e prodotti selezionati del territorio. Tra gli antipasti si potrà degustare un classico senza tempo a base di sarda in saore, baccalà mantecato, canocchie e insalata di seppia. Non manca poi tra i primi il riso del Delta alle vongole e buccia di limone e tra i secondi la fritturina di paranza con calamaretti e acquadelle. Per concludere il pasto sono previste degustazioni della pasticceria artigianale del ristorante con prodotti indubbiamente ottimi.