Rovigo, 2 gennaio 2018 - Non è ancora calato il sipario sulla mostra ‘Secessioni Europee – L’onda della modernità’, protagonista a Palazzo Roverella fino al prossimo 21 gennaio e che ha attirato migliaia di appassionati che Rovigo si prepara a vivere un inizio 2018 all’insegna dell’arte e della cultura.

La nostra città, è evidente, non può reggere il confronto con realtà del calibro di Venezia e Padova, Verona e Vicenza ed è quindi scontato che all’interno del programma degli appuntamenti previsti in Veneto nell’anno appena iniziato non vestirà i panni dell’attrice protagonista.

E’ poco realistico, se non improvvido, tentare di competere con realtà che nell’anno appena iniziato proporranno appuntamenti di livello assoluto, dal Tintoretto a Rodin passando per la Biennale dell’Architettura, solo per citare tre momenti particolarmente significativi, a Venezia due esposizioni del Tintoretto alla Galleria dell’Accademia e a Palazzo Ducale, Rodin a Treviso e, ancora a Venezia, la Biennale dell’Architettura, è invece rassicurante apprendere che anche quest’anno, Rovigo, si prepara ad accogliere due appuntamenti potenzialmente molto interessanti.

Le date non sono ancora state definite, secondo indiscrezioni potrebbe essere il mese di febbraio quello scelto per il taglio del nastro a due rassegne, una a Palazzo Roverella, l’altra a Palazzo Roncale, dedicate a ‘Cinema e Polesine’ e ‘Mummie a Rovigo’. La prima con particolare riferimento territoriale alle bellezze naturali del Delta del Po, la seconda di più ampio respiro, pensata e realizzata dall’Accademia dei Concordi che raccoglie una preziosa collezione egizia.

Due appuntamenti diversi ma, in prospettiva, ugualmente importanti, due opportunità di crescita per una città che prima di diventare Capitale della Cultura deve definitivamente, necessariamente, semplicemente, nell’accezione migliore del termine, laurearsi città.

A proposito Palazzo Roverella sarà aperto sabato 6 gennaio dalle 9 alle 20 ( gli altri giorni dalle 9 alle 19). La rassegna propone un panorama fascinoso e meno conosciuto dei quattro principali centri in cui si svilupparono le Secessioni, dal decorativismo viennese al visionario espressionismo dei praghesi di “Sursum”, alle sperimentazioni romane che snobbavano le avanguardie futuriste. Affinità, ma anche differenze, di un interscambio artistico che fu davvero europeo, senza badare ai confini nazionali drammaticamente tornati d’attualità con la carneficina della guerra.