Autodifesa
Il Krav Maga
sbarca
a Rovigo
In palestra si impara la tecnica di difesa dell’esercito israeliano, grazie agli insegnamenti del maestro Andrea Canteri
Rovigo, 2 novembre 2009 - Si chiama Krav Maga, è una tecnica di combattimento e viene da Israele. Il suo motto sembra essere: usa tutto quello che hai a disposizione per sconfiggere il tuo avversario. E tutto vuol dire: testa e cuore, violenza e tattica, arti marziali e colpi bassi. Fra le stelle di Hollywood l’hanno praticata Jennifer Lopez, Angelina Jolie e Brendan Fraser. A Rovigo l’insegna il maestro Andrea Canteri, alla palestra Silver Gym, in via Petrarca, al civico 20. Canteri, padovano, insegna Krav Maga da dieci anni, da venti pratica Taekwondo e Jujutsu. Appassionato di libri fantasy, per mantenersi Canteri lavora nell’Ateneo della Città del Santo. Al Krav Maga dedica ogni giorno almeno qualche ora di allenamento.
Maestro Canteri, cosa è il Krav Maga?
"E’ una tecnica che insegna l’autodifesa".
In cosa differisce dalle altre arti marziali?
"Nelle altre discipline c’è in codice da rispettare. Nelle altre arti marziali è l’allievo che si adatta alla disciplina. Invece il Krav Maga si adatta a ciascuno. Per questo chiunque può impararlo: vecchio o giovane, donna o uomo. Perché è il Krav Maga che si adatta a te, non viceversa".
Ma quali sono le tecniche di base, se ci sono?
"La tecnica di base, se così possiamo classificarla, è l’istinto. Il Krav Maga è al 90 per cento psicologia, al 10 per cento impegno fisico. La base della disciplina è tutta strategica. E’ quello che cerchiamo di far crescere negli allievi: la capacità strategica nell’affrontare l’eventuale avversario"
Quali sono le regole di questa strategia?
"Intanto la prima cosa che viene detta, e che spesso delude, sulle prime, chi si avvicina al Krav Maga, è: ‘se puoi farlo scappa’. Mai affrontare qualcuno: meglio fuggire. Se invece si è costretti, solo allora ragionare su come uscire vivo dallo scontro".
Quale è il lavoro psicologico che propone il Krav Maga?
"Il primo passo è: se hai delle paure te le faccio conoscere. Sono quelle che ci condizionano nel reagire. E che condizionano l’avversario nell’agire".
Un esempio?
"Un malvivente, un violentatore, un ladro possono temere gli spazi aperti, temere la folla, temere che la vittima attiri l’attenzione. Conoscere questi aspetti può aiutare a scegliere quale reazione adottare se aggrediti. Poi, di questi tempi, ci sono aggressioni puramente fisiche ma anche verbali, psicologiche, addirittura cibernetiche. per ciscuna occorre ragionare in modo diverso".
Ma il Krav Maga è anche un’arte del combattimento violento e senza regole. Nato in Israele e usato dai servizi segreti di mezzo mondo, insegna a colpire senza remore nei punti vitali, occhi, organi sessuali, gola, naso, quelli di solito risparmiati dalle altre arti marziali. Poi teorizza l’attacco più che l’attesa, cosa che non accade nelle altre discipline...
"Ma la prima vera difesa personale è capire l’avversario e credere in sè stessi. Il primo scopo del Krav Maga è abituare gli allievi a credere in sè stessi. Ma quello che io cerco di trasmettere, e che ripeto sempre, è che prima di dare calci e pugni è la testa che ci salva".
di Tiziana Piscopello
