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Banca rapinata in centro
Fuggono con 20mila euro

I banditi, coperti da un passamontagna, hanno preso d'assalto la banca Unipol di via Minelli: dentro c'erano cinque impiegati e un cliente. In soli due minuti sono riusciti a farsi dare i soldi e a fuggire

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I Carabinieri in via Minelli dopo la rapina (foto Donzelli)
I Carabinieri in via Minelli dopo la rapina (foto Donzelli)

Rovigo, 9 febbraio 2010 - Sono stati veloci, determinati, si direbbe molto professionali. Hanno fatto un lavoro rapido: appena due minuti. Che alla banca Unipol Gruppo Finanziario di via Minelli di Rovigo è costato 20mila euro. Peccato che nessuno si fosse neppure lontanamente sognato di ingaggiare i tre professionisti del crimine che, ieri mattina, alle 10.30, si sono presentati ai cassieri, pistola in pugno.


Erano in tre: i volti nascosti da passamontagna, le mani con i guanti calzati. Segno che, la loro identità, è già nota. E che, a posare le mani senza protezione sulla vetrina della porta o sul legno del bancone della cassa, avrebbero rischiato, dopo pochi riscontri, di farsi identificare nella banca dati Afis. Quella sorta di rubrica elettronica dove le forze dell’ordine, grazie alle impronte, cavano fuori nome e indirizzo dei lavoratori del settore crimine.


Due
sono arrivati a piedi. Senza farsi notare. Il terzo ha parcheggiato una Uno Bianca proprio di fronte alla banca. Un’auto rubata un’ora prima a Cavarzere per il blitz. Che hanno poi immediatamente abbandonato dopo il colpo in piazzale di Vittorio. Dove, ovviamente, avevano un’altra auto ad attenderli.
Sono le 10.30 quando i tre uomini entrano nell’istituto di via Minelli. Dentro la sala ci sono cinqueimpiegati e un solo cliente.


I tre intimano ai sei di farsi da parte. Di stare calmi e non fiatare. Frasi standard, proferite con tono minaccioso. E poi c’è la pistola a fare il resto. A convincere tutti che è il momento di tacere: di lasciare che prendano i soldi e se ne vadano prima possibile.
E questo accade. In una scena con tempi ben calibrati e senza foga o violenza eccessiva, particolari che, senza dubbio, rimandano a professionisti. Così freddi da notare un portaombrelli all’ingresso e da posizionarlo nella bussola d’entrata per bloccarla e lavorare indisturbati.


Due minuti dopo i banditi sono già fuori. Il sole ha scaldato la carrozzeria della Uno Bianca e il motore segue, obbediente. Un rombo e la Uno Bianca è già via, lontana. Fra lo stupore ignaro di qualche passante che, solo in un secondo tempo, capirà d’essere stato per qualche secondo dentro un film in stile ‘Milano calibro 9’.

Leggi tutto l'articolo di Tiziana Piscopello su Cronaca Rovigo

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