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Mazzette per prescrivere
le protesi acustiche?
L'Ulss 18: "Provvederemo"

Corruzione e abuso d'ufficio, due medici indagati. Nei guai pure un responsabile di zona di una nota azienda. L'azienda sanitaria: "Se i reati venissero confermati, prenderemo provvedimenti"

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Medico
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Rovigo, 7 aprile 2010. Due medici dell’ospedale di Rovigo e un responsabile di zona di una nota azienda leader nel settore degli apparecchi acustici, sono indagati a vario titolo per corruzione, abuso d’ufficio, truffa e concussione. L’indagine condotta dai carabinieri del Nas di Padova e coordinata dal pm rodigino Dario Curtarello riguarda la prescrizione di apparecchi acustici. L’inchiesta nasce da un esposto giunto in Procura e che ha mosso gli investigatori.

 Questi hanno raccolto elementi e testimonianze, riscontrando un sistema di favori e compensi ai medici per prescrivere quell’apparecchio di quella determinata azienda piuttosto che un’altra. Un business non da poco se si pensa che il Polesine sembra essere proprio un "paese per sordi".

 
Infatti, se andiamo a guardare la densità di rivendite di protesi acustiche in provincia, nasce subito qualche sospetto. Sono poco più di una decina, mentre nella non distante Verona solo solo cinque. Senza dubbio dietro tutto ciò si nasconde un bel guadagno.

Gli apparecchi costano in media quattro, cinquemila euro e il business è assicurato. Una grande torta con tante fette da spartire. E ognuno è contento, o meglio lo era. Fino a quando, alcuni anni fa, è cambiato qualcosa all’ospedale di Rovigo. Al punto che qualcuno avrebbe pensato di prendersi la fetta più grande della torta.

Come? Qui entra in gioco una delle tante aziende leader nel settore e che hanno un’agenzia in zona. E sarebbe stata proprio quest’ultima (tramite l’agente) che avrebbe pagato mazzette a uno dei due medici in cambio del monopolio per la rivendita di protesi acustiche. Si parla di circa 200mila euro all’anno. Ma oltre ai soldi, emergerebbero altri benefit, fra cui anche una villa costruita in collina. Le mazzette però non erano sufficienti per avere il monopolio. Così il medico si sarebbe avvalso della collaborazione di un altro dottore per indirizzare i pazienti verso quella determinata azienda. La quale, in questo modo, beneficiava di tutte le richieste di protesi acustiche provenienti dagli ospedali di Rovigo e di Trecenta.

Tra i diversi reati contestati ad uno dei due medici in questione, c’è anche quello di truffa aggravata ai danni dell’azienda Ulss 18. Questo perchè, durante la libera professione intramoenia, il professionista avrebbe utilizzato il personale tecnico audiometrista, fatturando esclusivamente a suo favore l’intera prestazione. Dagli elementi raccolti dagli investigatori si parla di un clima intimidatorio in ospedale. I medici che decidevano di prescrivere altri apprecchi che non erano quelli della ditta in questione, venivano messi all’angolo. Chi invece sottostava alle regole imposte, allora poteva beneficiare di favori di ogni genere. Si parla anche di prostitute, viagra, buoni benzina e viaggi.
 

Immediata la risposta dell'Ulss 18 di Rovigo che in una nota ha fatto sapere di aver appreso la notizia dalla stampa. "Se i reati fossero confermati - dice - l’Azienda assumerebbe i necessari provvedimenti disciplinari adottando anche specifiche iniziative, in sede giudiziaria, al fine di tutelare l’utenza, l’immagine e la reputazione dell’Azienda Sanitaria".


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