Caro estinto, Asm nel caos

"Decideranno i giudici"

Le imprese ricorrenti: "Le regole non sono state rispettate"

Cimitero (Pianetafoto)

Rovigo, 11 settembre 2011 - «Le ditte Giuseppe Cipriani srl, Centro servizi funebri rodigini e Ferrari onoranze funebri hanno inteso impugnare avanti il Giudice Amministrativo l’operazione posta in essere dal Comune di Rovigo relativamente alla separazione societaria del ramo d’Azienda delle Onoranze funebri attuano mediante la costituzione di una nuova società “Asm Onoranze Funebri srl” perché ritengono che tale operazione sia in contrasto con la legge regionale e a tutela degli utenti». Così esprime una nota congiunta delle imprese che prosegue:
«Le affermazioni riportate dai rappresentanti del Comune di Rovigo, di Asm Rovigo spa e Asm onoranze funebri sulla stampa tendono a ribadire la loro perfetta linearità con la legge nonché a fornire informazioni che esulano dalla realtà dei fatti con ciò fornendo informazioni tali da generare confusione oltre a pubblicità negativa per chi opera da sempre con perfetta linearità, trasparenza e professionalità in un settore tanto delicato quale quello delle Onoranze Funebri.

Se è pur vero che il Tar Veneto aveva ritenuto sul punto di merito che l’operazione effettuata dal Comune di Rovigo e dalla sua Azienda era aderente alla legge, è altrettanto vero che il Consiglio di Stato ha riformato l’ordinanza impugnata accogliendo l’istanza cautelare di I grado e ciò in quanto si presenta meritevole di favorevole considerazione la doglianza di parte appellante circa l’apparente elusione da parte dell’Amministrazione comunale, della regola legislativa della diversificazione proprietaria.
Il voler richiamare fino all’esasperazione una decisione riformata quindi non più esistente appare del tutto pleonastico e fuorviante della realtà dei fatti (di tale decisione il Tar Veneto dovrà tener conto nel merito della decisione finale!).

Ciò posto va altresì stigmatizzata la non corretta affermazione sistematicamente ripetuta circa lo scopo del mantenimento di un’attività commerciale (tale si colloca l’impresa di Onoranze funebri) di tale portata in capo ad un’Azienda emanazione di un Ente pubblico. Non è vero quanto affermato dal Sindaco che “Asm onoranze funebri” garantisce anche ai meno abbienti la possibilità di fare un funerale dignitoso ai propri cari”: se è pur vero che spettano al Comune le spese dei funerali delle persone decedute in particolari condizioni, è altrettanto vero che ciò avviene ovunque mediante gara tra le imprese operanti sul territorio e il servizio viene affidato a chi offre il prezzo minore, mentre a Rovigo vengono direttamente affidati ad Asm senza alcuna richiesta di preventivo ad altre ditte! Così come le Imprese scriventi fanno in tutti i Comuni fuori Rovigo, così come effettuano i recuperi di deceduti a causa di incidenti o disgrazie varie sul territorio senza costi a carico delle forze di polizia che ne richiedono l’intervento. Non deriva da nessuna parte che le tariffe operate da Asm siano più favorevoli rispetto a quelle praticate dalle altre imprese.

Il Garante per la Concorrenza ed il mercato ha in più occasioni ribadito che non è possibile utilizzare lo strumento dell’interesse pubblico o della azienda pubblica per creare scompensi o distorsioni nel mercato!.
Va altresì detto che tra gli atti impugnati vi è pure un’ordinanza con la quale il Sindaco delega ad Asm Rovigo spa l’esercizio di determinate funzioni che dovrebbero essere esclusivamente di competenza del Comune, così come chiede – in difformità a quanto avviene ovunque nonché alla legge regionale e finanziaria – alla stessa Asm Rovigo spa di richiedere alle imprese (quindi ai cittadini) il pagamento di una “tassa di trasporto” non dovuta, viene da dire che morire a Rovigo costa ai cittadini più di quanto avverrebbe se il decesso fosse avvenuto altrove! Anche tale atto è stato sospeso.
Si ritiene sia opportuna maggiore trasparenza limitandosi alla pura trasposizione dei fatti lasciando le decisioni ai Giudici e rispettando pure quanto da questi deciso utilizzando – se non d’accordo – gli strumenti previsti dall’Ordinamento e non la pura e sterile polemica politica».

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