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Parco Delta del Po, Pd: “Aprire la porta all’Emilia Romagna"

La proposta di Puppato e Azzalin

Il capogruppo del Pd a palazzo Ferro-Fini ed il consigliere regionale Graziano Azzalin si impegnano a proporre un ordine del giorno per avviare un tavolo di confronto interregionale

Parco del Delta del Po (Foto Zani)
Parco del Delta del Po (Foto Zani)

Rovigo, 12 gennaio 2011 - “Il momento per un cambiamento di rotta sul Parco del Delta del Po sembra essere arrivato. Il consigliere regionale del Pdl Mauro Mainardi, con una buona dose di autocritica ha affermato che attualmente l’ente di gestione è come una grande Pro loco, ma purtroppo è forse addirittura qualcosa di meno”. Secondo il capogruppo del Pd a Palazzo Ferro-Fini Laura Puppato ed il consigliere Graziano Azzalin, tuttavia, “i tempi sono maturi per far sì che dopo un lungo inverno possa finalmente sbocciare la primavera, permettendo al Polesine di mettere a frutto una delle sue più importanti risorse”.

Puppato e Azzalin evidenziano come “la duplice apertura programmatoria in atto a livello regionale è un’occasione da non perdere. Se il Veneto, infatti, sta ripensando ad un nuovo assetto dei parchi e della loro gestione, l’Emilia Romagna ha già compiuto questo passo con l’approvazione, lo scorso 23 dicembre, della legge di riorganizzazione delle aree protette, nel quale si riconosce l’importanza nazionale e internazionale dell’ambiente naturale del Delta del Po istituendo un unico Ente di gestione per le Aree protette delle province di Ferrara, Ravenna e Bologna. Il fatto da evidenziare è che, contestualmente, l’Emilia Romagna ha approvato un ordine del giorno che impegna la Giunta ‘ad aprire in tempi rapidi un tavolo di confronto con la Regione Veneto e con il Ministero dell’Ambiente per riavviare il percorso finalizzato all’istituzione del Parco interregionale del Delta del Po e, comunque, per concordare da subito politiche unitarie ed integrate tra i due sistemi regionali relative alle materie dei Parchi’. Per l’apertura del tavolo ci impegniamo fin da ora a presentare un ordine del giorno speculare che, visto lo stato delle cose, ci auguriamo trovi largo e trasversale sostegno, perché solo da una collaborazione che superi confini e schieramenti si può smuovere il Parco dalla palude decisionale e dalle secche di inattività in cui è finito”.

Tornando sulla situazione del Parco veneto, Azzalin non lesina una stoccata alla maggioranza, che “indubbiamente non ha fatto molto per promuovere il Parco né, tanto meno, per farlo divenire un’opportunità per il territorio. Senza indagare le varie responsabilità, adesso vanno superati mentalità e metodo di gestione portati avanti fino ad oggi. Certo, si tratta di un possibile primo passo e non di un punto di arrivo. Ma la strada è quella di aprire un dialogo con l’Emilia Romagna, rafforzare l’impegno delle istituzioni e cercare di coinvolgere portatori di interessi e cittadini. In questo mi sento di concordare con Mainardi quando sostiene che la politica debba fare un passo indietro per quanto riguarda la gestione dell’Ente lasciando il passo a tecnici della promozione turistica: troppo a lungo abbiamo assistito a miopi giochi di potere che hanno di fatto rinchiuso il Parco in una dimensione localistica ed autoreferenziale. E’ il momento di spezzare questo circolo vizioso, fermo restando il ruolo delle istituzioni e la natura del Parco. Proprio per questo sono fiducioso che la collaborazione con l’Emilia Romagna potrà essere di fondamentale importanza”.

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