Partirà sabato da Occhiobello per il suo viaggio di protesta armata di cartelli: troppi soprusi, voglio risposte
di Erika Cecchi
Ferrara, 30 gennaio 2012 - LA MARCIA su Roma. In bicicletta. Per ribellarsi al sistema politico che «da anni ormai sta rovinando il popolo italiano». È questo l’intento della ferrarese Elisa Facchini. «La mia protesta scaturisce dopo anni di soprusi che noi cittadini dobbiamo subire a causa dei giochi politici dei pochi che hanno potere e che se ne fregano del popolo italiano — racconta arrabbiata —. A distanza di 90 anni esatti dalla prima vera marcia su Roma, la situazione politica in Italia non è cambiata. Siamo stanchi di subire un sistema politico che ci sta togliendo tutto».
Sono queste le motivazioni che hanno spinto Elisa Facchini a intraprendere questa avventura in bicicletta, da Ferrara alla Capitale. «Con questo sistema politico ed economico il ceto medio diventerà povero. Ci saranno solo poveri e ricchi», incalza.
Elisa ora vive a Occhiobello e ha svolto diversi lavori, dal commerciale all’operatrice sociale. La sua protesta, però, non ha colore politico.
PARTIRÀ sabato alle 9, dal municipio di Occhiobello. L’itinerario toccherà diverse città: Ferrara, in primis; poi Bologna; da qui in auto fino a Lucca, per proseguire sui pedali verso Pisa, Livorno e arrivare, infine, a Roma. Un totale di 332 chilometri.
Viaggerà su una bicicletta che traina un carretto. Elisa ci attaccherà alcuni cartelli, su cui spiegherà i punti fondamentali della protesta. «I nostri governanti ci stanno rovinando, stiamo perdendo tutti i nostri diritti e la nostra dignità. Noi paghiamo continuamente per poi non avere nessun beneficio dal governo, solo soprusi», scandisce.
Nella lunga lista di rivendicazioni, anche gli extracomunitari. «Perché lo straniero deve avere più agevolazioni di un cittadino italiano? Gli extracomunitari aumentano sempre più e molti di loro non lavorano, e chi lavora porta i soldi al proprio Paese. Che beneficio ha l’Italia?»
La soluzione, per Elisa, sarebbe uno sciopero a oltranza, «per far capire a chi governa che siamo stanchi dei loro giochi di potere. Basta Europa, basta tasse e agevolazioni ai politici, basta precarietà».
E, motivata da questa collera diffusa, Elisa Facchini spera che in tanti si uniscano al suo cammino; in nome della protesta. «Troppa è la rabbia dei cittadini, sicuramente qualcuno si aggregherà — conclude —. Noi cittadini dobbiamo unirci e creare una forza per poter vivere e non sopravvivere, come sta accadendo».
Una volta arrivata nella Capitale, Elisa si piazzerà davanti al ‘palazzo del potere’ con i propri cartelli in attesa di avere risposte; o, almeno, un contatto con chi governa.
di ERIKA CECCHI