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Calci e schiaffi in testa agli alunni

Indagini in classe

Arrestata una maestra di 48 anni: contro di lei le testimonianze di 15 bimbi
 

Bambini (Foto Newpress)
Bambini (Foto Newpress)

Rovigo, 10 febbraio 2012 - Bambini così terrorizzati dai metodi violenti della maestra che quando tornavano a casa dall’asilo impiegavano un bel po’ di tempo a calmarsi, nonostante gli abbracci di mamma e papà. C’era chi veniva preso a schiaffi o calci sugli stinchi, di solito erano i bambini più vivaci. Chi invece veniva messo per ore in castigo e minacciato di non versare neppure una lacrima pena punizioni peggiori. Chi, infine, ed erano i bambini più diligenti, che pur di non finire picchiato, fissava il quaderno sul banco, a testa bassa, isolandosi completamente per ore.

Per questa serie di maltrattamenti, che si sarebbero protatti dal settembre 2009 al giugno 2011, è stata posta agli arresti domiciliari una maestra di una III elementare di una scuola dell’Alto Polesine. Il comportamento della donna, 48 anni, residente nello stesso paese dove insegnava, sarebbe stato segnalato agli investigatori della squadra mobile di Rovigo, guidata da Bruno Zito, da una fonte confidenziale. Da quella segnalazione sono partite le indagini che sono durate ben otto mesi. Gli investigatori hanno impiegato molto tempo per la particolare delicatezza dell’indagine, prima raccogliendo le testimonianze dei genitori, dei colleghi e dei superiori della maestra. Sono stati i genitori, una volta contattati dagli uomini della squadra mobile a riferire loro di strani comportamenti dei bambini: l’irrequietezza di alcuni, i pianti improvvisi al minimo rimprovero di altri.

Altri piccoli, invece, secondo le testimonianze dei genitori, avevano somatizzato in piccoli disturbi il fatto di vivere male le ore di lezione: accusavano improvvisi mal di testa o nausee, non mangiavano, avevano incubi notturni. Soltanto in una fase successiva il magistrato che conduce l’indagine, Sabrina Duò, ha autorizzato le audizioni protette per 15 alunni. Che, lentamente e a volte con un certo timore, hanno raccontato di ciò che succedeva loro nel segreto delle mura dell’aula, tra cartelloni colorati e carte geografiche. I loro racconti hanno tratteggiato ripetuti episodi di maltrattamenti, confermando le ipotesi investigative. Comportamenti aggressivi, schiaffi, calci, strattoni violenti da far sbattere la testa ai bimbi sul banco, sarebbero stati quotidiani.
 

I bimbi avevano riferito di maltrattamenti fisici, di sfoghi della maestra che si manifestavano con banchi rovesciati e lancio a terra di penne e quaderni, di bimbi costretti a rimanere in punizione in piedi in un angolo. Alla maestra è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare per l’articolo 572 del codice penale, cioè per maltrattamenti. «Per noi — ha detto il capo della squadra mobile Bruno Zito — si tratta solo della punta di un iceberg. Stiamo infatti valutando altre posizioni di coloro che potevano aver visto o saputo e non hanno parlato». La maestra è da tre giorni ai domiciliari. Dall’inizio dell’anno era stata già trasferita in un’altra scuola polesana; un trasferimento avvenuto su sua richiesta e non per decisione dell’ufficio scolastico provinciale. E probabile che, dopo l’arresto, il Ministero della Pubblica istruzione proceda alla sospensione cautelare dall’incarico.

 

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