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Morte del bimbo, telefonate al setaccio

Tragedia in ospedale

Al vaglio degli inquirenti i dialoghi tra la madre e la guardia medica dell’ospedale

Rovigo, 10 febbraio 2012 - Un altro passo della Procura di Rovigo per accertare cosa sia accaduto in quel terribile pomeriggio di sabato scorso in cui il piccolo Francesco Romagnolo, bimbo di due anni e mezzo di Lusia, morì in ospedale a Rovigo, per quella che sembrava essere una banale influenza. L’altra mattina la Procura ha fatto sentire i genitori da personale di polizia giudiziaria per ripercorrere le ultime 48 ore di vita di Francesco: la malattia, le cure somministrate, l’improvviso peggioramento del bambino. La Procura è anche interessata ad acquisire la registrazione di una telefonata checi fu, a poche ore dal ricovero, tra la madre del piccolo e la guardia medica del nosocomio polesano.

Anche in questo caso per capire quale sia stata la segnalazione della donna e quale la risposta del dottore. Oggi il pubblico ministero Sabrina Duò darà l’incarico al medico legale per l’autopsia sul corpo del piccolo. Autopsia che dovrebbe sgombrare ogni dubbio sulle cause della morte. Erano stati i genitori, Alfonso e Marzia Faccon, a portare il bambino al Pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Misericordia. Ad allarmarli, del sangue nelle feci, dopo giorni di febbre e rigurgiti. Tutto era cominciato la settimana scorsa quando al piccolo era venuta la febbre. Al bambino era stata somministrata della tachipirina, la febbre si era abbassata e tutto sembrava risolto. Poi c’era stata una ricaduta: sabato mattina la madre aveva notato un peggioramento improvviso.

E quando Francesco è arrivato in ospedale era in pessime condizioni: aveva quasi 42 gradi di febbre. Subito viene trasferito in Pediatria dove viene visitato d’urgenza. All’improvviso il piccolo peggiora ancora. Viene chiamato personale medico, tra rianimatori e anestesisti che lavorano per due ore. Ma non basta: al termine di quelle due ore, intorno alle 16, il cuore di Francesco cessa di battere.
 

Marzia e Alfonso, sono comprensibilmente straziati dal dolore per il loro piccolo, che fino a poche ore prima giocava allegro insieme alla sorellina. Ma la madre sottolinea in particolare, dice che «i medici hanno fatto il loro lavoro». Una tragedia inspiegabile quella che ha colpito la famiglia Romagnolo, molto conosciuta in paese visto che la madre e i parenti sono originari di Lusia. Il parroco, don Fabio Bolognesi, racconta di averli incontrati: «Non si danno pace. Fanno fatica a comprendere che il loro figlio prima era con loro e adesso non c’è più». Intanto un paese si stringe nel dolore attorno ai genitori in attesa di piangere assieme a loro il piccolo Francesco in un funerale che, rimandato già una volta, sembra allontanarsi nel tempo.
 

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