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Violenta mareggiata, si staccano i parabordi del Terminal

Delta

Intanto le barche dei pescatori non escono da pila perche’ la bocca del porto e’ insabbiata

 

di Tommaso Moretto

Il terminal cade a pezzi
Il terminal cade a pezzi

Rovigo, 10 febbraio 2012 - Da lontano sembrano dei capodogli giganti e neri spiaggiati. E invece sono molto più grandi di un cetaceo. Sono i parabordi del terminal gasiero a largo di Porto Levante le cui catene si sono spezzate e loro, portati dal vento e dalle onde, si sono spiaggiati. Uno sulla Busa di tramontana e l’altro sulla spiaggia di Bastimento, a Porto Tolle, in località Pila.

«Stiamo cercando di verificare i danni» ha detto ieri Virginio Tugnolo della Cooperativa pescatori di Pila «abbiamo impianti di cozze fuori, in mare, qualcuno sta uscendo col gommone per controllare». E spiega: «In mare, a un miglio dagli scanni dove si sono spiaggiati i parabordi del terminal c’è un impianto di cozze a un chilometro per due chilometri e mezzo. Potrebbero essersi rotte le reti dove c’è il prodotto che andremo a raccogliere. Ma non lo sappiamo ancora con certezza».

Non è l’unica preoccupazione che attanaglia i pensieri dei pescatori di Pila. «Siamo fermi da tre settimane con le imbarcazioni – dice Tugnolo – in 50 o 60 barche stiamo perdendo dai 100 ai 150 mila euro di prodotto al giorno in tutto. Veniamo da una settimana di sciopero e da due nelle quali non è possibile andare in mare per via del mal tempo. L’economia di un paese, Pila, è immobile. Ci sono 350 o 400 a casa». Poi spiega perché le barche non riescono ad uscire: «All’ingresso del porto, per via del maltempo, delle mareggiate, si è formato un tappo di sabbia, nella bocca dove escono le barche che rimarrebbero impigliate sotto, sulla sabbia. E non riescono neanche ad entrare quelle che sono state in riparazione».

 Ad essere penalizzati sono i pescherecci che vanno in mare a prendere il pesce azzurro e il pesce di mercato come seppie e cannocchie. Per Tugnolo però le colpe non sono solo del meteo. Infatti al porto di Pila i pescatori attendono da tanto tempo i lavori che dovrebbero raschiare i fondali dalla sabbia per permettere alle barche di uscire e entrare nel porto senza problemi. Cosa che in questo periodo non riescono a fare. «Sono cinque anni che l’assessore regionale Isi Coppola (Pdl) promette che arrivano i soldi. Tutti promettono che fanno i lavori, che arrivano i soldi. Adesso pare che siano stati stanziati i soldi e che i lavori cominceranno in primavera, ma lo vogliamo vedere».

E’ l’assessore Coppola fa presente in una nota che il progetto ha superato i necessari «ostacoli» burocratici ed è pronto per essere messo in gara da Sistemi Territoriali. «E’ noto da tempo e ai blocchi di partenza il progetto da me fortemente voluto, e sostenuto allora dall’assessore Chisso, per la costruzione di due moli foranei e per garantire l’officiosità della bocca di Barbamarco e quindi mettere in sicurezza il lavoro dei pescatori che utilizzano il Porto di Pila».

Tommaso Moretto

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