L’affare dell’immobile ex Ferrovie, il mediatore fu Gambato
Rovigo, 16 febbraio 2012 - La Corte dei Conti ha aperto un fascicolo sulla compravendita a Venezia dell’ex palazzo compartimentale delle Ferrovie, acquistato nel 2007 dalla Regione Veneto per farne la sua nuova sede.
L’indagine vuole accertare se il prezzo pagato per l’immobile - 64,9 milioni di euro per i 19.250 metri quadri del palazzo e 4,6 per i 2 mila dei magazzini retrostanti - sia stato equo o vi sia stato un danno per l’erario. A vendere i livelli superiori dell’edificio è stata Grandi Stazioni con la mediazione del manager Gian Michele Gambato, oggi presidente di Sistemi Territoriali e di Unindustria Rovigo che ha sempre sottolineato come proprio l’Agenzia delle Entrate certificò, insieme ad altri periti, la congruita’ del prezzo pattuito.
Le verifiche riguardano, in particolare, la differenza tra la stima iniziale sul valore dell’intero immobile e il prezzo finale pagato dalla Regione Veneto per i piani superiori: l’edificio è stato infatti ceduto nel 2001 da Ferrovie dello Stato a Grandi Stazioni per 35 miliardi di lire, per poi raddoppiare di prezzo nell’arco di sei anni, pur a fronte di lavori di ristrutturazione. L’indagine contabile dovrà anche fare chiarezza sulla legittimità della maxi parcella pagata da Grandi Stazioni a Gambato.
All’origine degli accertamenti ora decisi dalla Corte dei Conti - il fascicolo è affidato al vice procuratore Giancarlo di Maio - c’è la stratosferica differenza tra la stima iniziale sul valore dell’intero immobile e il prezzo finale pagato dalla Regione per i piani superiori: l’edificio è stato, infatti, ceduto nel 2001 da Ferrovie dello Stato a Grandi Stazioni per 35 miliardi di lire, nell’ambito della cessione di un imponente blocco di immobili, per poi raddoppiare di prezzo nell’arco di 6 anni, pur a fronte di lavori di ristrutturazione. L’indagine contabile dovrà far anche chiarezza sulla legittimità o meno della parcella milionaria pagata da Grandi Stazioni a Gambato, manager pubblico e al contempo privato immobiliarista, con gran fiuto per gli affari.
A segnalare la questione alla Corte dei Conti, è stata la Procura generale.
Un caso sul quale sta indagando per truffa aggravata la Procura di Roma - sulla base di una denuncia della stessa Grandi Stazioni, contro i suoi precedenti amministratori - e per qualche tempo anche la Procura di Venezia: nei giorni scorsi, il pm Federico Bressan ha però inviato ai colleghi romani «per competenza territoriale» il proprio fascicolo «K», formalmente ancora senza ipotesi di reato, nonostante la corposa indagine dei carabinieri del nucleo di Pg che avevano ipotizzato il reato di concussione.