L'assessore regionale, Coletto: "Se saranno riscontrati errori prenderemo provvedimenti"
Rovigo, 20 febbraio 2012 - «Rivolgo le mie condoglianze alla famiglia della signora Pilotto e assicuro loro che sarà fatto tutto il necessario perché ogni aspetto della vicenda venga chiarito aldilà di ogni ragionevole dubbio. Ho chiesto una dettagliata relazione sull’evolversi del caso ai responsabili dello Iov ed a quelli dell’Ulss 18, che mi auguro di poter ricevere già nella giornata di domani. Poi valuteremo eventuali passi successivi».
Lo sottolinea l’assessore alla Sanità del Veneto Luca Coletto, sul decesso di una paziente in terapia antitumorale che, accusando forti dolori addominali, si era rivolta al pronto soccorso dell’ospedale di Rovigo (risiedeva a Cavarzere e faceva l’insegnante a Pettorazza), dove è poi deceduta.
«E’ particolarmente importante - aggiunge Coletto - che ogni passaggio trovi risposte inequivocabili, e che venga verificato nei minimi particolari quanto riferito dalla figlia della signora relativamente all’assistenza ricevuta al pronto soccorso di Rovigo. In questi casi - conclude - non vanno tratte conclusioni affrettate. Andremo a fondo della cosa e, se errori od omissioni saranno accertate, prenderemo le decisioni adeguate».
La donna era morta dopo una dose di chemioterapia: questa almeno l’accusa lanciata dai familiari di Carla Pilotto, una maestra di 52 anni, in cura all’ospedale di Padova. I congiunti hanno atteso che venisse effettuato il funerale della donna per raccontare i loro sospetti, che ora dovranno essere suffragati dai risultati dell’esame autoptico.
Secondo il racconto della figlia e della sorella, la maestra, affetta da un carcinoma al seno, avrebbe accusato forti dolori addominali dopo una chemioterapia eseguita a Padova e sarebbe stata trascurata dal personale del pronto soccorso dell’ospedale di Rovigo, dove si era successivamente recata. Abbiamo cercato di farci sentire dagli infermieri - accusa la figlia - ma continuavano a seguire i programmi televisivi». Alla fine Carla Pilotto, sempre secondo il racconto dei familiari, è stata visitata in ambulatorio e le è stato somministrato un clistere. Quindi la tac e una intera notte in barella. Solo il mattino successivo la donna è stata operata per sospetta peritonite.
Ricoverata in rianimazione, è morta il 15 febbraio.
Da Padova Angelo Panozzo, responsabile della Farmacovigilanza dell’Istituto oncologico spiega di essersi attivato non appena segnalato il ricovero della paziente per un problema di ischemia intestinale. «La quantità di farmaci somministrata è corretta come dosaggio - sostiene - ma gravi reazioni alla chemioterapia possono accadere».