I familiari di Giulio Zampollo: "La strada ora è del Comune"
di Tommaso Moretto
Rovigo, 9 agosto 2012 - "Sono cinquant’anni che il Comune non viene ad asfaltare". È una delle tante segnalazioni dei cittadini. Questa volta si tratta di via Rossini, nel quartiere San Pio X, ci si arriva da via Amendola. C’è una discesa, una curva stretta a sinistra e poi prosegue dritta. Case da una parte e dall’altra. Una via residenziale.
"Cinquant’anni". È sembrato eccessivo. Che la strada non sia del Comune? L’agenzia del territorio, il ‘catasto’, poteva dare una risposta. E l’ha data. Via Rossini per il catasto è di Giulio Zampollo, nato il 15 luglio 1896 a Concadirame. La cosa è sembrata curiosa. È vivo e ha 114 anni? No. Al Comune serve tempo per dare delle risposte su di lui e i suoi eventuali eredi. Per fortuna ci sono gli amici appassionati di alberi genealogici.
Si scopre che Zampollo ha due figli. Lidelba vive ancora in centro a Rovigo, ha 91 anni. Licidio a Sarzano, ne ha 83. Giulio è morto nel 1980. Licidio al telefono risponde, conosce la strana storia della strada e dice solo: "Non viviamo più lì, abbiamo venduto tutto. Cosa ci possiamo fare?". Poi chiede di riattaccare la comunicazione e dice che si può andarlo a trovare dopo le 18. A casa di Lidelba non si può salire. La figlia Gabriella Bragante risponde al citofono per la madre. "Ho portato io tutte le carte in Comune — racconta — quarantacinque anni fa. Non mi ricordo neanche chi era il sindaco. La strada l’abbiamo regalata perché ci arrivavano sempre le tasse da pagare. L’abbiamo regalata al Comune. Dite che il catasto sistemi la cosa. A noi le tasse non arrivano più. È loro".
Da visura catastale i 9mila 60 metri quadri della particella 186 del foglio di riferimento risulta classificata ancora come ‘seminativo’. Con reddito dominicale di 15mila 658 lire e agrario di 11mila 40 lire. Se l’Italia uscisse dall’euro al catasto si sarebbero risparmiati due fatiche. Il tempo si è fermato.
In Comune, il funzionario al patrimonio spiega che sono diverse le vie in queste condizioni. Risulta parzialmente privata anche via Benvenuto Tisi da Garofolo. La manutenzione spetta comunque al Comune perché l’uso è pubblico. Ma in tutta Italia esistono tantissime situazioni di questo tipo, tant’è che nella Finanziaria del 2009 è stato introdotto un comma che stabilisce per le aree private, utilizzate per la circolazione da più di vent’anni, la possibilità di diventare pubbliche con una semplice delibera di consiglio comunale, senza nemmeno l’atto notarile.
di Tommaso Moretto