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La birra alla cannabis è un successo

Il centro di ricerca si apre alla città. Convegni e visite guidate per una giornata

 

di Tommaso Moretto

I visitatori mentre guardano le piante di cannabis divise per tipologia (Donzelli)
I visitatori mentre guardano le piante di cannabis divise per tipologia (Donzelli)

Rovigo, 18 maggio 2013 - PORTE APERTE al Cra, dove il ricercatore Gianpaolo Grassi ha accolto ieri per tutto il giorno i visitatori. In via Amendola a Rovigo da anni si studia la Cannabis e i suoi vari usi. I curiosi che hanno affollato le serre e le aule per le conferenze sono stati tanti. Più di un centinaio di persone si sono alternate tra la mattina e il pomeriggio. Un giovane ricercatore dell’Università di Ferrara, Davide Calzolari, che studia con Grassi spiega come è organizzata l’accoglienza: «Ci sono cinque punti informativi. Il primo è la zona Multihemp. Si illustrano le 125 varietà di piante, le loro qualità. I diversi tipi di fibra e di seme. E poi gli studi sugli incroci che meglio si possono adattare alla coltivazione massiccia in Italia, Francia, Spagna e nel resto dell’Europa. Poi c’è la serra. Poi la zona espositiva dove si fanno vedere tutti i prodotti attualmente sul mercato, derivati dalla canapa, dai mattoni ai biscotti, dagli olii ai pannelli». Ma poi ci sono anche le zone dove la ricerca è più spinta. «Un altro punto informativo è incentrato sui metodi per la produzione farmaceutica — continua Calzolari —, le piante ad alto contenuto di Thc, il principio attivo».  Quello illegale e che tanti problemi sta creando alla diffusione dei farmaci palliativi per il dolore in tanti tipi di tumore e per la sclerosi multipla.

Infine c’è la zona dove Calzolari ha un ruolo attivo. «Nel mini laboratorio poi lavoro anch’io — spiega il giovane —, si fa ricerca sul virus che infetta le piante di cannabis in tutto il mondo. È un virus criptico, difficile da affrontare. Si sta sviluppando una metodica molecolare che permetta di capire sempre e con certezza se una pianta è sana o infetta. È a questo che stiamo lavorando con il professor Grassi». Tra i corridoi c’è anche un fusto e una spinatrice. Attorno un capannello di persone spinano a tutto spiano. Che cos’è? «Birra alla canapa, buonissima», sorridono compiaciuti. Ma il banchetto, fatto di cibi sani e prodotti biologici, è terminato. E alle 14,30 sono già riprese le conferenze. «Ora parla il mio grande amico Max Canti», lo introduce Grassi. E Canti è l’imprenditore di Modena che sta investendo molto sulla costruzione di pannelli isolanti tutti naturali. E a base di canapa. «Sostituiamo completamente la formaldeide, che è cancerogena e presto sarà vietata dappertutto — racconta Canti —. La prima sperimentazione è stata concretizzata a Crema. Ma i costi erano troppo alti. Il prodotto è ottimo. Resistente al fuoco, alle bolliture, all’acqua. è indipendente dal ciclo del petrolio, è biodegradabile al cento per cento». E ora pare che la tecnologia stia abbassando anche i costi di produzione, rendendo più competitivo il prodotto per l’edilizia.

Tommaso Moretto

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