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Blitz alla centrale Enel, tutti assolti gli attivisti Greenpeace

Condannati a una multa di 300 euro a testa per danneggiamento per i fatti del 2006

Lo striscione di Greenpeace sulla centrale di Porto Tolle (Ansa)
Lo striscione di Greenpeace sulla centrale di Porto Tolle (Ansa)

Rovigo, 4 ottobre 2013 - Tutti assolti per occupazione abusiva e imbrattamento. Condannati a una multa di 300 euro a testa per danneggiamento. Così si è concluso nel tribunale di Adria il processo che ha visto imputati 25 attivisti di Greenpeace per l’occupazione nel 2006 della Centrale Enel di Porto Tolle.

L’occupazione era iniziata alle 5 del mattino del 14 dicembre 2006 e terminata nel primo pomeriggio del 16. Gli attivisti di Greenpeace erano entrati nello stabilimento dove, tra le varie, avevano srotolato uno striscione («No carbone») visibile a tre chilometri di distanza e avevano scalato la ciminiera della centrale. Da lì, a un’altezza di 250 metri, si erano calati con delle corde restando appesi nel vuoto.

Gli imputati di diverse nazionalità (italiani, inglesi, olandesi, svizzeri, tedeschi e cechi) e tra loro c’è anche Giuseppe Onufrio, poi divenuto direttore esecutivo di Greenpeace.

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