Rovigo, 3 settembre 2017 - Servivano drink alcolici ai minorenni e sono stati sanzionati dalle Fiamme Gialle in pieno centro. I controlli della Guardia di Finanza nei locali del centro cittadino sono stati eseguiti nella tarda serata fra giovedì 31 agosto e il primo settembre. La pattuglia si è mossa nel centro storico osservando da chi erano frequentati i locali dove venivano serviti gli alcolici.

Appena hanno visto alcuni gruppi formati da ragazzini si sono avvicinati per controlli più approfonditi. Gli accertamenti hanno permesso di constatare il consumo di bevande alcoliche da parte di due distinte compagnie di adolescenti di età compresa tra i sedici ed i diciotto anni. I militari dunque hanno proceduto con l’accertamento e la contestazione nei confronti dei dei due esercizi pubblici dove i gestori sono stati pizzicati in flagranza. Uno di loro è un cinese. Sanzione amministrativa per entrambi che è previsto oscilli fra i 250 ed i mille euro.

Contestualmente, è stata accertata in uno dei due bar la presenza di un lavoratore «in nero». Durante il servizio di controllo delle Fiamme Gialle sono stati inoltre fatti due verbali di contestazione, uno per la mancata emissione dello scontrino fiscale; l’altro per l’omessa richiesta di intervento per la manutenzione del cosiddetto misuratore fiscale. In Italia, come nel resto d’Europa, per i giovani Under 30, l’abuso di alcol alla guida rappresenta la prima causa di mortalità e disabilità. I dati in possesso dell’Istituto superiore della sanità evidenziano la vastità del fenomeno anche tra i giovanissimi entro i 18 di età. La mozione approvata dal consiglio comunale prevederebbe da parte del Comune un «codice di autoregolamentazione per l’autodisciplina dei pubblici esercizi».

Un tema, quello dell’alcol ai minori, che era stato portato all’attenzione del consiglio comunale da Livio Ferrari della civica ‘Coscienza Comune’ già alla fine del 2016. «I giovani e gli adolescenti rappresentano un target di popolazione vulnerabile ai rischi associati al consumo ed all’abuso di sostanze alcoliche – dichiara Ferrari –. Il vizio di bere è spesso percepito come un tramite di accettazione all’interno del gruppo, con il rischio di degenerare in fenomeni di irresponsabilità e divenire causa di gravi implicazioni dal punto di vista sanitario e psico-sociale». Tempo dopo il consiglio ha votato all’unanimità una mozione di Ferrari che pur non avendo alcun effetto pratico immediato voleva testimoniare una presa di coscienza da parte degli stessi consiglieri.