Rovigo, 3 gosto 2017 - Il prefetto tira le orecchie ai sindaci su un argomento al quale i cittadini sono molto sensibili: gli autovelox, fonti di reddito per le amministrazioni, causa di imprecazioni e reazioni rabbiose per gli automobilisti.

Ad Adria recentemente un apparecchio è stato a più riprese crivellato di proiettili. In passato è successo, non in un’unica occasione, che ai velox venisse dato fuoco. Con una nota del 27 luglio, cioè di pochi giorni fa, il prefetto Enrico Caterino, in pena sintonia con il suo predecessore Francesco Provolo, ha scritto ai 50 municipi della provincia di Rovigo richiamando l’attenzione sull’utilizzo degli autovelox «alla luce del numero elevatissimo di ricorso per l’annullamento di verbali di contestazione della violazione dei limiti di velocità elevati in seguito a rilevazione effettuato con dispositivi installati per il controllo a distanza».

Sono stati richiamati alcuni principi essenziali per il corretto impiego degli strumenti «finalizzati esclusivamente a garantire la sicurezza della circolazione stradale». In particolare è stato sottolineato che «l’accertamento e la contestazione differita delle violazioni», rilevate con i velox dovrebbero costituire «eccezione alla regola generale della constatazione immediata della violazioni così come chiaramente sancito dalla direttiva del ministro dell’Interno del 14 agosto 2009». Nella nota prefettizia c’è scritto anche che l’installazione dei dispositivi sia portata a conoscenza degli utenti perché non si trasformino in un pericolo per la circolazione che potrebbe essere determinato dall’«effetto sorpresa».

Il prefetto si è impegnato in una sistematica azione di coordinamento «per evitare la contemporanea effettuazione di più rilevamenti sul medesimo tratto di strada». La comunicazione inviata ai sindaci si conclude così: «Il considerazione proprio dell’eccezionalità della norma rispetto alla disciplina generale dettata dal codice della strada, e al fine primario di garantire, nell’ambito della circolazione stradale, la sicurezza e l’incolumità degli utenti e degli operatori, i sindaci sono stati invitati ad attenersi ai predetti principi senza travalicare lo spirito e la lettera della normativa, con l’effetto di trasformare i citati strumenti in una fonte atipica di incremento per le entrate comunali esulando dallo scopo per il quale sono stati previsti».