Rovigo, 30 novembre 2017 - «Non siamo nell’Ottocento di Dickens». Esordiscono così. Un carretto trainato da due cavalli bianchi, i bambini si fermano per accarezzarlo. Ma non va bene. L’associazione ambientalista Lav (Lega anti vivisezione) scrive al sindaco Massimo Bergamin e all’assessore Luigi Paulon. Sono indignati. La missiva è firmata Silvia Mariani, un’attivista che vive in un comune del circondario del capoluogo.

«In questi giorni, per le festività natalizie, è presente, per le vie del centro, una carrozza trainata da due cavalli bianchi. Dato che non siamo nell’Ottocento di Dickens, troviamo anacronistica questa forma di trasporto — scrive Silvia Mariani —. Questa pratica è eticamente inaccettabile e molti cittadini ci hanno contattato per essere la loro voce nel chiedere che la nostra città non si abbassi ai livelli di quelle che, ancora oggi, sfruttano gli animali per il divertimento di pochi». La Lav si rende conto che non è violata alcuna legge. «Sappiamo bene che non è una pratica illegale, che gli animali in questione non subiscono maltrattamenti evidenti a norma di legge e che nella città di Rovigo ci sono anche altri problemi — continua l’animalista —. Ma è evidente che si tratta di una concezione del rapporto uomo-animale sbagliata, diseducativa per i bambini che non comprenderebbero che questi splendidi animali non sono nati per essere imbragati con morsi e finimenti e per girare come in una giostra. Crediamo che, alle soglie dell’anno 2018, ci siano modi migliori per attirare pubblico e consumatori nel centro cittadino». Il carretto con i due cavalli bianchi gira per la zona a traffico limitato del centro di Rovigo soltanto la domenica. L’assessore Luigi Paulon si mostra assai sorpreso dalla presa di posizione dell’associazione.

«Sorrido — dice —. Sono davvero ben altri i problemi ai quali una lega anti vivisezione dovrebbe guardare. Si tratta della promozione di un’attività ippica. Noi diamo un contributo minimo». I diretti interessati sono il club ippico «Il Criollo» di Tribano, paese in provincia di Padova. Il responsabile, Mario Girotto, commenta così, rivolto agli animalisti: «Che si vergognino, i cavalli hanno sempre tirato le barche e le carrozze della regina. E si sono guadagnati da vivere. L’unica alternativa è mandarli al macello. Siamo arrivati alla pazzia collettiva. Dovrebbero veramente vergognarsi». Girotto ha 70 anni, ha iniziato ad attaccare cavalli quando aveva 6 anni imparando a montare senza sella, per poi passare alla monta inglese e, pochi anni dopo, a quella all’americana. Ai suoi tempi il cavallo veniva utilizzato come strumento di lavoro se non, addirittura, come mezzo di trasporto. Nei vari paesi erano presenti fontane utilizzate come abbeveratoi e stalli per far riposare i cavalli. La sua grande passione nasce quando era ancora un ragazzino ed ancora oggi grande è l’amore per i suoi animali che cura come fossero parte della sua famiglia.