Adria (Rovigo), 8 aprile 2017 - I carabinieri hanno arrestato sei cittadini cinesi per coltivazione di piante di marijuana. Ne hanno trovate quasi 600 in un casolare nelle campagne di Fasana, frazione di Adria. L’arresto in flagranza è stato portato a termine dal nucleo operativo radiomobile di Adria e della sezione di Pettorazza nelle prime ore di giovedì.

Hanno fatto irruzione all’interno del fabbricato 14 militari, alcuni in divisa altri in borghese. In manette quattro uomini: Zeshun Cheng, 54 anni, Wen Xin Lin, 40 anni, Quingping Wu, 36 anni, Yubao Wu, 43 anni. E due donne: Xiuyun Xie, 42 anni e Fenfyu Lin, 49 anni. Tutti clandestini. Oltre al reato di produzione di sostanze stupefacenti i sei cinesi dovranno rispondere anche di furto di energia elettrica.

L’attività illecita era iniziata non più di otto mesi prima. Molto probabilmente i sei sono solo i custodi della piantagione. Un vero e proprio business, alquanto redditizio, se si pensa che da una pianta di marijuana si potrebbero ottenere dai 50 ai 60 grammi di sostanza con un ricavo medio di circa 5 euro a grammo.

Già da qualche tempo i carabinieri tenevano sotto controllo quel casolare attraverso appostamenti. Il casolare presentava un piccolo locale adiacente alla struttura dove dormivano i guardiani mentre in casa veniva coltivata la canapa indiana. Questo, oltre ad un fortissimo odore che non lasciava sorgere altri dubbi, ha convinto i militari ad entrare. Il blitz dei carabinieri della compagnia di Adria è scattato nella notte quando, dopo aver notato vari movimenti, 14 militari hanno fatto irruzione scoprendo di una vera e propria fabbrica della marijuana.

I quattro uomini si trovano rinchiusi nel carcere di Rovigo, le due donne a Verona. Non è la prima operazione delle forze dell’ordine polesane che conduce all’arresto di cittadini orientali per coltivazione di marijuana. Negli ultimi tempi stanno spostando il loro interesse proprio in questo tipo di attività illecita visto che la crisi del settore tessile sta iniziando a mietere vittime anche tra quelle attività gestite da orientali che proprio nella manodopera a costo stracciato avevano trovato la chiave del loro successo.