Rovigo, 27 settembre 2017 - Il Rettorato di Unife fa trapelare la più normale delle posizioni: «Marco Greggi è un collega stimatissimo, non ci resta che attendere con fiducia l’esito delle verifiche da parte della magistratura». Marco Greggi  è il docente Unife di diritto tributario – forlivese di origine, residente a Rovigo – finito nell’inchiesta sui concorsi truccatiper docenti. Al momento la sua posizione, nelle 167 pagine con cui il gip dispone le misure cautelari, è marginale rispetto ai nomi principali finiti nel mirino della guardia di finanza. Greggi al momento è stato interdetto dalla cattedra e anche il corso avrebbe dovuto tenere, la prossima settimana, a Rovigo, subirà uno slittamento finché non si farà chiarezza sulla sua posizione.

Una posizione per ora inchiodata dalle intercettazioni emerse dall’indagine partita da Firenze. Il gip di Firenze Angelo Antonio Pezzuti – ricordiamo – ha infatti stabilito nell’ordinanza l’arresto di sette professori e 22 interdizioni per altrettanti indagati stabilendo la sospensione dalle funzioni di professore universitario e di quelle connesse ad ogni altro incarico comunque assegnato in ambito accademico per la durata di 12 mesi. Epicentro dell’inchiesta la denuncia del concorrente all’abilitazione nazionale all’insegnamento universitario Jezzi Philip La Roma.

Tra i 22 interdetti spicca anche Greggi che, intercettato mentre parla con il commissario Adriano Di Pietro dimostrerebbe di essere a conoscenza del meccanismo con il quale, sostiene il pool di investigatori, venivano selezionate le candidature. E soprattutto – emerge dall’ordinanza – il commissario Di Pietro avrebbe commissionato l’opera di selezione (ed esclusione) delle candidature al suo allievo e candidato Marco Greggi.

m. s.