Rovigo, 15 marzo 2017 - Continua la gara di solidarietà per aiutare Diego, il 48enne rodigino disoccupato, ex dipendente delle Poste che ha venduto le fedi per sfamare la sua famiglia.

Un benefattore anonimo ha inviato nei giorni scorsi alla redazione del Resto del Carlino una busta con 200 euro in contanti per aiutare la famiglia di Rovigo che vive solo grazie agli aiuti della Caritas diocesana. Ieri un’altra busta, da un altro Mister X che ha donato invece la bellezza di 1000 euro, sempre in contanti. Gesti di carità non finalizzati ad attirare i riflettori, sulle buste non erano infatti presenti i nomi dei mittenti, solo la volontà scritta in un biglietto di fare arrivare il contributo alla famiglia rodigina bisognosa di aiuto.

«Grazie mille per questo dono – ha detto ieri Diego, arrivato nella redazione di Rovigo per ritirare la busta del misterioso benefattore consegnata dal caposervizio Carlo Cavriani –, chiunque sia stato spero di incontrarlo un giorno di persona e abbracciarlo per dimostrargli tutta la mia gratitudine».

E Diego aggiunge: «Ho ricevuto di più dalle persone comuni in queste settimane che dalle istituzioni in quattro anni di disoccupazione. Addirittura dei terremotati di Amatrice mi hanno inviato degli aiuti, molti di loro ma hanno chiamato per incoraggiarmi a non mollare. Non ho ancora trovato un lavoro, spero tanto che arrivi presto un’occasione per guadagnarmi il pane con dignità come facevo una volta. Non si può vivere di carità per sempre. Anche se tutti gli aiuti che ho ricevuto in questi giorni mi hanno aiutato a tirare avanti almeno per un po’».

Diego aveva venduto le fedi per fare al spesa, ma grazie all’aiuto di don Gianni Vettorello, parroco della questura, è riuscito a ricomprane un paio di nuove. Quelle originali erano infatti purtroppo state già fuse e il parroco non è riuscito più recuperarle, nonostante i suoi numerosi tentativi. Ora, la speranza per Diego è quella di trovare un lavoro al più presto.

Ex dipendente delle Poste, da ben 4 anni è disoccupato, residente a Rovigo con la moglie e la figlioletta di 8 anni. Un diploma di geometra in tasca e una specializzazione come addetto alla segreteria, Diego è stato infatti impegnato per 16 anni in un ufficio postale come magazziniere. Poi, in seguito a una riorganizzazione interna, ha perso il lavoro. La moglie svolge qualche lavoretto domestico, ma da mesi ormai non ha più offerte.

Nelle scorse settimane il Delta Rovigo calcio gli ha offerto un posto come steward allo stadio la domenica. Ma sono solo tre ore ogni due settimane: «Sono disposto a fare qualsiasi lavoro dignitoso – spiega -, ho inviato tanti curriculum, ma nessuno mi ha mai risposto. E’ davvero demoralizzante. Posso capire come si sentiva quell’uomo che si è tolto la vita in stazione a Rovigo perché disoccupato. Io ho una figlia ed una moglie a carico, è davvero dura affrontare la vita quotidiana senza reddito».