Rovigo, 30 settembre 2017 - Ormai siamo davanti ad un vero e proprio incubo. Si è verificato il quinto caso del 2017 di West Nile Disease in Polesine. Il secondo di fila sempre nel paese di Taglio di Po. Questa volta ad essere stata colpita dallla febbre del Nilo è una donna di 89 anni. La paziente, che è stata affidata alle cure dell’unità operativa di malattie infettive, ha sviluppato la forma neuro invasiva del virus e le sue condizione sono per il momento stazionarie. L’azienda sanitaria polesana, Ulss 5 di Rovigo, ha previsto in queste ore un intervento di disinfestazione d’emergenza nel comune di residenza della paziente, il secondo dopo quello che è stato messo in campo quando si è verificato il precedente contagio. L’ultimo caso rilevato è sempre stato infatti a Taglio di Po. Il ricovero aveva interessato un uomo, 52 anni, che aveva contratto la patologia sempre in forma neuroinvasiva. Dopo il ricovero, le sue condizioni erano fortunatamente migliorate.

Il virus, è bene precisarlo, non si trasmette da uomo a uomo. Viene trasmesso dalla puntura di zanzara all’uomo e, normalmente, in persone sane può risultare del tutto asintomatico o presentare i sintomi di una piccola influenza. Il problema si pone invece per le persone anziane, ammalate, con sistema immunitario compromesso. In questi casi si può manifestare una patologia neurologica grave, che può anche condurre alla morte. La West Nile è una malattia infettiva acuta virale trasmessa dalla puntura di zanzare infette del genere Culex, che pungono prevalentemente dall’imbrunire, durante la notte e all’alba.

Il virus ha come serbatoio alcuni tipi di uccelli (passeriformi e corvidi); i mammiferi, tra cui il cavallo e l’uomo che sono ospiti occasionali e non trasmettono la malattia. La malattia non si trasmette per contatto diretto con una persona ammalata. La direzione dell’azienda sanitaria polesana Ulss 5 ricorda che, nella lotta contro le zanzare è di fondamentale importanza adottare quelle azioni che i cittadini possono effettuare nelle aree private. Tra queste: eliminare l’acqua di ristagno nei sottovasi, vuotare i contenitori contenenti acque piovane, mettere al riparo da eventuali precipitazioni tutto quello che può raccogliere acqua, utilizzare larvicidi nei tombini, in casa utilizzare con costanza le zanzariere, usare repellenti quando si soggiorna all’aperto. I primi giorni di agosto l’Ulss 5 aveva chiesto con forza interventi e aveva chiesto larvicidi da utilizzare contro il virus della West Nile a Buso, una frazione del capoluogo. Quindi sia nella zona centrale del Polesine, sia nell’Alto Polesine con Trecenta sia nel Basso Polesine con Adria è stata verificata la presenza del virus o con casi di infezione alle persone o con la presenza dello stesso nelle zanzare. Questo dimostrerebbe che ormai tutta la provincia di Rovigo, non soltanto l’Alto Polesine, è diventata zona endemica.