Rovigo, 5 dicembre 2017 - Torna libero, dopo l’udienza di convalida, il cittadino cinese di 50 anni che è stato rincorso dalle auto della polizia e dei carabinieri dopo che si era dato alla fuga a folle velocità, apparentemente soltanto perché senza patente e assicurazione. Era inizialmente stato relegato ai domiciliari. Ma il giudice del tribunale di Rovigo, che ha convalidato l’arresto, ha deciso di modificare la misura lasciando per lui soltanto l’obbligo di firma giornaliero alla polizia giudiziaria.

Era stato arrestato giovedì, attorno alle 20, il cittadino cinese di 50 anni, residente a Badia. La polizia l’aveva dovuto seguire per oltre mezz’ora. Si era dato alla fuga al volante di una Range Rover 214 toccando una velocità di 200 chilometri all’ora in alcuni tratti e seminando il panico al suo passaggio. Una pattuglia gli aveva intimato di fermarsi perché lo aveva visto non rispettare uno stop. Ma lui aveva accelerato cercando di far perdere le proprie tracce. Inizialmente si trovava in via Masetti. Ha tentato di incunearsi nelle vie della cittadina di Badia. Poi è riuscito ad imboccare la Transpolesana in direzione di Legnago (provincia di Verona) ma è uscito di nuovo dall’arteria stradale per rientrarvi nella direzione opposto. Poi era tornato a Badia. Anche i carabinieri avevano dato una mano nell’inseguimento, appostandosi lungo la Transpolesana con alcune pattuglie. Alla fine la macchina è stata trovata ferma nella zona artigianale di Crocetta, frazione di Lendinara. Il cinese era stato quindi identificato ed è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, intendendo la fuga come una forma di resistenza. E inizialmente era stato messo agli arresti domiciliari.

Di professione, almeno sulla carta, fa l’artigiano. Era senza patente di guida e senza assicurazione del veicolo. Si fosse fermato se la sarebbe cavata con una contravvenzione e magari con un conto assai salato. Ma avrebbe sicuramente evitato l’arresto. Fino alla fine degli anni Ottanta i cittadini cinesi residenti in Polesine erano una rarità assoluta. I dati del capoluogo, Rovigo, mostrano un andamento che ha avuto una crescita costante fino a pochi anni fa, ora il dato sembra essersi stabilizzato. Oggi i residenti cinesi a Rovigo sono oltre 700. Nel 2005 erano 203, 90 femmine e 113 maschi. Nel 2010 erano 707, 316 femmine e 391 maschi, nel 2015 sono diventati 721 con 335 femmine e 386 maschi. Negli ultimi anni dunque i numeri si sono stabilizzati, dalla fine degli anni ’80 al 2005 sono cresciuti fino a superare quota 200. Nei cinque anni tra il 2005 e il 2010 sono più che triplicati.