Rovigo, 1 novembre 2017 - Ronde in campagna. Lunedì sera tre fratelli hanno messo in fuga due malviventi. Nicola Zecchin, 27 anni, imprenditore agricolo residente a Gavello, pattuglia la zona ogni notte.

«È molto battuta dai ladri», spiega.

Perché proprio le ronde?

«Siamo obbligati al giorno d’oggi. Obbligati, visti i furti nella zona. Hanno rubato un trattore nuovo 10 mesi fa da un vicino. A 200 metri da noi. E poi rubano il gasolio».

Quindi cosa fare?

«Giriamo. Ci sono le macchine sospette e noi le seguiamo».

Chi siete?

«Abbiamo i giri di ronda e le vedette. Siamo tre fratelli più altri tre o quattro collaboratori dell’azienda oltre a mio papà e mia mamma».

E le forze dell’ordine?

«I carabinieri hanno le mani legate, non possono fare niente. Se li prendono li devono liberare. E noi non possiamo toccarli, se si fanno del male passiamo dalla parte del porto. L’unica arma è fare ronde a orari sfasati per farli scappare».

Ma quando vi riposate?

«Ci turniamo. Dormiamo a fasce di tre ore».

Non è un po’ stressante?

«Sì, sono diventato papà da 7 mesi. Mio fratello da 15 giorni. E anche ieri tutta la notte a girare». Cos’è successo lunedì sera?

«Mio fratello Andrea era vedetta di turno. Ha visto una macchina entrare in un frutteto. Ci ha chiamati. Cerchiamo di essere sempre in tre. Siamo arrivati a fari spenti e li abbiamo chiusi. Si sono visti braccati. Sono usciti dall’auto come delle schegge. Sembravano scuretti di pelle ma non neri. Potevano essere anche solo abbronzati. Sono scappati. Noi siamo rimasti fermi in macchina un attimo. Abbiamo sentito che correvano. Abbiamo chiamato i carabinieri che hanno fatto tutti gli accertamenti».

Cos’hanno scoperto?

«Che la macchina era rubata e che le targhe erano state cambiate. Una Fiat Punto bianca a tre porte. Saranno state le 22. Il ladri si mettono in moto quando sei a tavola o un po’ tranquillo. Perché noi iniziamo alle 6 la mattina e finiamo alle 21 di media».

Vi sono capitati altri episodi?

«Sì. Con il fatto che è chiuso il ponte noi abbiamo messo a disposizione quel giro campagna lì. Le macchine passano tutte per la campagna nostra. Con il ponte chiuso per lavori abbiamo perso l’80 per cento dei clienti. Non l’hanno ancora sistemato. A volte te li trovi lì e dicono che hanno fatto il giro perché c’è il ponte chiuso. E cosa vuoi dire?».

Nicola Zecchin infatti è lo stesso che due mesi fa alle tre e mezza di notte ha centrato un vero e proprio avvallamento sulla carreggiata del ponte sul canale in via Guccia. «Sstavo tornando a casa da una cena a casa di amici quando ho sentito una cannonata — aveva raccontato il giorno dopo —. L’auto piantata davanti e poi un salto in cielo di due metri. Mi sono alzato dalla strada. Ho volato. Con la forza della spinta la macchina si è alzata. Un pezzo di strada che faccio cinquanta volte al giorno per spostarmi tra case, le terre e i frutteti. Lo sistemano due volte l’anno sono sempre lì che fanno lavori».