Rovigo, 12 gennaio 2018 - Un’influenza dura, difficile, con vomito febbre alta, tosse. Un’influenza che colpisce dagli anziani ai bambini, tanto da far decidere il direttore generale dell’Ulss 5Antonio Compostella, di creare un gruppo di lavoro che affronterà quelli che, da queste ore a metà febbraio, saranno gli attacchi della sindrome influenzale.

I dati parlano da soli; influenza dura, sintomi pesanti, strascichi lunghi. L’ Ulss 5 dichiara quindi guerra all’influenza ora che è giunta la grande onda, con una malattia lunga e dolorosa, ricoveri in tutti gli ospedali pubblici e nelle strutture convenzionate, attese nelle divisioni di Pronto Soccorso, letti bis nei reparti cardine: medicina, geriatria, lungodegenza, qualche ricovero per influenza anche nel reparto dei più piccini: pediatria.

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La direzione generale ha riunito medici di famiglia, specialisti territoriali, ospedalieri; i medici della prevenzione che siederanno in cabina di regia del team studiato con pragmatismo dal direttore Compostella. I tre ospedali di Rovigo , Adria e Trecenta stanno reggendo bene l’urto con una rodata regia di entrata nei Pronto soccorso e ricovero quando se ne riscontra la necessità) nelle divisioni dedicate dopo l’osservazione breve. Mentre le cure primarie, in collaborazione con i medici di medicina generale, le case di riposo stanno lavorando alacremente per dare la migliore assistenza ad ammalati e sofferenti. In Veneto, l’ultima stagione influenzale 2016/2017 ha registrato il picco di intensità nel mese di gennaio e nelle prime due settimane di febbraio, ha colpito circa 380.000 residenti e ha causato 55 casi gravi, che hanno richiesto il ricovero in terapia intensiva, e purtroppo 8 decessi (addirittura 40 morti nella stagione 2014/2015). Quest’anno le prime proiezioni in Polesine sono più preoccupanti.

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«Ringrazio le strutture private con noi convenzionate per il supporto in questi giorni, in queste ore difficili per tutti- ha detto il direttore generale Compostella - se necessario, e se arriverà un momento ancora più duro, limiteremo o fermeremo i ricoveri programmati nelle strutture ospedaliere per agevolare e accogliere i ricoveri da sindrome influenzale».

Sintomi, quanto dura, contagio

Il primo messaggio urgente da diffondere alla popolazione, dopo la riunione dello staff provinciale interstruttura, è di vaccinarsi, per chi non ha ancora sintomi.

Vaccinarsi è ancora utile poiché e rimane il tempo necessario perché il vaccino produca protezione al nostro corpo: vi sono infatti ancora dosi disponibili, benché ne siano state distribuite già migliaia. Sono infatti circa 60.0000 quelle acquistate, quasi totalmente distribuite.