LEndinara (Rovigo), 16 marzo 2017 - Stava lavorando sul tetto di una casa singola ieri, in via Arzarello a Lendinara. Attorno alle 16 è caduto ed è morto. Beniamino Valerio, 69 anni, era un imprenditore edile in pensione dal 2014. Lascia la moglie Rosalia, due figlie, Elisa e Consuelo e un figlio, Luca.

Secondo le prime sommarie ricostruzioni sarebbe stato chiamato da un conoscente che abita all’altezza del civico numero 4 per sistemare un comignolo, una porzione di tetto perché pare che in quella casa piovesse dentro. L’uomo è caduto dalla scala a pioli da un’altezza di oltre quattro metri. Sembra che fosse lì a titolo gratuito, in amicizia. Ma naturalmente dei fatti verrà informata la procura della Repubblica di Rovigo che valuterà il da farsi.

L’eventuale indagine si baserà anche sui rilievi di chi è intervenuto sul luogo della tragedia. Sul posto i carabinieri, il servizio igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Ulss 5, cioè lo Spisal, le onoranze funebri e il servizio urgenza ed emergenza medica, ovvero il Suem. Beniamino Valerio abitava a Lendinara in via Marchefave con la sua famiglia. Ogni mattina incontrava gli amici con i quali amava conversare molto volentieri al bar di piazza Risorgimento. La sua grande passione era la bicicletta. Faceva parte del gruppo ciclistico Libertas Rasa Ramodipalo.

Nell’ambito lavorativo godeva di grande stima. Da giovane aveva vissuto in Lombardia e aveva frequentato la scuola per muratori. Dal 2014 era pensionato ma faceva qualche lavoretto per gli amici nel tempo libero. I familiari, disperati, ieri pomeriggio dopo il fatto si sono subito recati sul posto.

«Era una persona sempre disponibile, sempre con il sorriso, in questo modo ha fatto crescere anche la sua famiglia - dichiara l’assessore comunale Francesca Zeggio -. Per il ciclismo non si era mai tirato indietro, sono quelle persone solari, silenziose ma che si sono sempre. Adorato dai figli e dei nipoti. Lo conoscevo, era una persona umile, corretta, disponibile e instancabile». Il presidente della società di ciclismo, Dario Ongetta, dichiara: «Siamo stati molto legati in questi due anni, durante la settimana uscivamo per gli allenamenti. So che era stato un ottimo dilettante. Con la Libertas, quando si chiamava Trevalli, ha ottenuto dei successi. Partecipava a quasi tutti i raduni. L’anno scorso ha preso anche un premio. Ci vedevamo tutte le mattine al bar e decidevamo cosa fare al pomeriggio».