Rovigo, 6 novembre 2015 - Tutto muove da una verifica fiscale disposta dal Comando Provinciale della Guardia di finanza di Rovigo ed effettuata, nel 2013, dagli uomini del Nucleo Polizia Tributaria, nei confronti degli Istituti polesani di Ficarolo, operante in convenzione con la Ulss 18 di Rovigo e specializzata nella cura di disabili affetti da gravi patologie. Gli accertamenti portavano alla constatazione di ricavi non dichiarati e di costi indebitamente dedotti (gran parte dei quali derivanti da un’intermediazione illecita di manodopera) per circa 7 milioni di euro. Inoltre le indagini facevano emergere come la casa di cura avesse impiegato, nell’ultimo decennio, medici specialisti, infermieri ed operatori sociosanitari in misura inferiore rispetto a quanto stabilito dalla normativa regionale di riferimento, ovvero in mansioni diverse (es. pulizia, segretariato), percependo comunque gli ingenti rimborsi a danno del Sistema Sanitario Nazionale. Le risultanze investigative hanno inoltre consentito di rilevare l’ingiustificata inerzia da parte di alcuni ex dirigenti della Ulss 18, responsabili dei controlli nei confronti della struttura. In merito ai fatti penalmente rilevanti per l’ipotesi di truffa aggravata ai danni dello Stato, il Gip del Tribunale di Rovigo ha disposto lo scorso settembre un sequestro preventivo “per equivalente” di 4,5 milioni di euro tuttora in essere, su di un prestigioso immobile romano di proprietà di una società riconducibile al legale rappresentante degli Istituti Polesani, Mauro Mantovani. Gli ulteriori accertamenti istruttori hanno condotto le fiamme gialle rodigine a segnalare alla Procura Regionale della Corte dei Conti del Veneto un danno erariale per oltre 9 milioni di euro generato dalle condotte illecite poste in essere dal legale rappresentante dell’Istituto e dai due ex dirigenti Ulss.