Mazzorno (Rovigo), 4 agosto 2017 - Un dipendente di Ecoambiente di 42 anni si è sentito male per il troppo caldo ed è stato ricoverato all’ospedale di Adria. L’uomo che è di Porto Viro, stava lavorando a Mazzorno sinistro, stava facendo la raccolta meccanizzata della plastica. Ad un certo punto, secondo alcune testimonianze, gli è mancato il fiato per colpa delle alte temperature e non riusciva a respirare.

E’ svenuto e i colleghi hanno subito chiamato i soccorsi così come gli abitanti della frazione. «Stava lavorando ad un certo punto abbiamo visto che aveva bisogno di aiuto – racconta un uomo che passava in bicicletta – non riusciva a respirare e non si reggeva in piedi. E’ stata drammatica la scena perché in quel momento è inevitabile pensare al peggio».

Immediatamente sono arrivati i soccorsi ed è stato ricoverato per tutti gli accertamenti. Ieri (giovedì) il termometro segnava 37 gradi alle 11 del mattino e nelle ore più calde, ha toccato anche i 40 gradi. «In questi giorni, a causa della calura estrema, sono molti i lavoratori che ci hanno manifestato difficoltà pesanti», spiega Davide Benazzo della Cgil. Purtroppo il rischio di colpo di calore è ancora troppo sottovalutato visto che raramente è gestito, come invece dovrebbe essere, quale alto rischio nei piani di sicurezza.

Non è facile uscire di casa con questo caldo africano e con l’umidità a livelli altissimi. Ieri al pronto soccorso di Adria si sono registrati 54 accessi, ma solo uno riconducibile al caldo, quello appunto dell’operaio di Ecoambiente. Al pronto soccorso sono stati registrati 60 accessi dalle 8 alle 16. Nessun paziente ha presentato patologie esclusivamente correlate al calore (colpi di sole o disidratazione). In questi giorni è un via vai continuo di richieste di aiuto.

«Si sta bene solo in casa con il ventilatore acceso – spiega una signora anziana – almeno fa girare un po’ di aria. Non ho mai voluto l’aria condizionata perché poi uscendo di casa e trovandomi al caldo mi fa stare peggio». Quello che è consigliato è di bere tanta acqua e di non uscire nelle ore più calde della giornata. Non è sempre possibile per gli operatori di Ecoambiente che spesso lavorano nelle ore calde. In questi giorni comunque i malori sono tanti, e in tutto il Delta la situazione è davvero critica. Fortunatamente i casi non sono estremi e si risolvono.

L’afa continua dunque a regnare incontrastata anche ieri in Veneto con temperature massime che hanno raggiunto, nel primo pomeriggio, i 37 gradi e quelle percepite, per via dell’umidità, i 45. Sarà così ancora per un paio di giorni, poi tra domenica sera e lunedì mattina, secondo le previsioni dell’Arpav di Teolo, dovrebbe piovere localmente sull’area dolomitica e quella pedemontana, toccando anche la pianura nella fascia Treviso-Verona e Vicenza.

Escluse Padova e Rovigo che rimangono ancora nella morsa della canicola. Le temperature massime nei capoluoghi sono state: Vicenza e Verona 37 gradi (43,6 e 45 quelle percepite), Rovigo 36 (44), Padova e Treviso 35 (rispettivamente 44 e 45 quelle percepite), Venezia 33 (42) e Belluno 32 (40).