Rovigo, 19 dicembre 2017 - Sospeso il pm Nalin. Ieri il Csm ha emesso il suo verdetto, sospendendolo in via cautelare dalle funzioni e dallo stipendio e collocandolo fuori ruolo organico dalla magistratura. Il giovane sostituto procuratore di origine padovana, a Rovigo da quasi quattro anni, paga molto cara la sua vicinanza e la sua stretta collaborazione nella scuola e nella rivista ‘Diritto e Scienza’ con il consigliere di Stato Francesco Bellomo.

“Finora – è la difesa di Davide Nalin – ho ritenuto opportuno non intervenire nel dibattito mediatico, pur essendo stato bersaglio di una campagna diffamatoria senza eguali, che mi ha fortemente addolorato ed i cui effetti hanno colpito non solo me, ma anche la mia famiglia e persino la mia funzione di magistrato. Tuttavia, anche per tutelare il mio ufficio di appartenenza, mi vedo costretto a rilevare che le affermazioni apparse sulla stampa sono completamente destituite di fondatezza, essendomi limitato, per un verso, a raccogliere confidenze di due amici, per altro verso, a partecipare ad attività scientifiche, esercitando così una facoltà riconosciuta ad ogni giurista. Non è affatto vero – prosegue – che mi sia prodigato per indurre ragazze ad assecondare richieste illecite del consigliere Bellomo. Non ho mai fatto nulla di tutto ciò, così come nulla che potesse essere letto come costrizione, men che meno facendo leva sulla mia figura istituzionale. Non posso credere che su mere illazioni si sia costruito tutto quanto ho letto in questi giorni, con una critica che, dapprima avente ad oggetto la mia persona, si è poi estesa addirittura al ruolo di pubblico ministero da me esercitato, mettendo in discussione il mio intero operato. Infine, ho saputo oggi di essere stato sospeso in via cautelare. Si tratta di un provvedimento che fatico a comprendere, che inevitabilmente impugnerò, continuando ad avere fiducia nella magistratura, alla quale ho dedicato la mia vita”.

Il Csm ha accolto tutte le richieste sanzionatorie avanzate pochi giorni fa dal Pg della Cassazione Pasquale Ciccolo, che ha dato il via all’azione disciplinare nei confronti del magistrato. Dal Pg, Nalin è accusato di aver fatto da “mediatore" tra Bellomo e una borsista per procurare al collega barese «indebiti vantaggi”, anche di “carattere sessuale”. Ciccolo nella sua requisitoria non ha fatto sconti. “Occorre evitare – le sue parole – che Nalin possa reiterare condotte gravemente scorrette e incompatibili con le funzioni giudiziarie» aveva scritto Ciccolo nel motivare la sua richiesta «perché si tratta di vicende di tale degrado da ledere non solo la personale credibilità del pm, ma anche quella dell’intera giurisdizione”.