Rovigo, 28 novembre 2017 - Omicidio Piombo, è arrivata la sentenza di primo grado: 23 anni di carcere per il maresciallo dei carabinieri Salvatore Ciammaichella, 20 anni e 8 mesi alla sua compagna, Monia Desole, casalinga. Entrambi restano in carcere, dov’erano già in custodia cautelare. Lui a Verona, lei a Venezia. La condanna prevede anche una provvisionale in solido da 160 mila euro. Il fratello della vittima era costituito parte civile nel processo.

Antonio Piombo aveva 60 anni, era un cameriere in pensione, abitava con il fratello a Lama, frazione di Ceregnano. Il suo corpo, trafitto da due proiettili, uno alla testa e l’altro all’addome, era stato ritrovato il 27 maggio del 2016 alle 17 nella golena del Po a Garofolo. L’omicidio risale alla notte precedente.

Ciammaichella, 46 anni, è originario di Roma. Monia Desole, 42 anni, originaria di Cento. Dopo l’omicidio i due hanno portato l’auto di Piombo, una Fiato Punto bianca, a Guarda Veneta. Poi si sono spostati con la loro auto a Bologna prima, dove hanno usato il bancomat della vittima la prima volta. A Finale Emilia il secondo prelievo.

Omicidio del Po, l’esecuzione del barista

Gli imputati avevano scelto il rito abbreviato. La sentenza del giudice dà ragione all’accusa, convinta che nell’auto ci fosse anche una delle figlie di Monia Desole, un bambina piccola. I reati sono omicidio volontario in continuazione con la rapina, più abbandono di minore. Gli avvocati difensori attendono le motivazioni e annunciano il ricorso in Corte d’Appello.