Rovigo, 20 agosto 2017 - «La invito a portarsi a casa la sua spazzatura!». Con queste parole è stato apostrofato nei giorni scorsi un uomo di San Martino di Venezze che tentava di gettare i propri rifiuti nei cassonetti di Mardimago. Il furbetto è stato pizzicato da una donna residente nella frazione che, stanca della situazione, si è messa a ‘controllare’ chi si aggirava davanti ai cassonetti nelle varie ore del giorno.

Secondo quanto raccontato, sembra proprio che l’uomo, una volta arrivato davanti ai bidoni in via dei Mille abbia iniziato a buttare i sacchetti pieni di spazzatura che aveva nel bagagliaio della propria vettura.

A quel punto però, è intervenuto il marito della donna che ha invitato il furbetto a ricaricare in macchina i suoi rifiuti e portarli in un altro luogo. Insomma, ora è lampante, chi non ha voglia di fare la raccolta differenziata obbligatoria a San Martino di Venezze, Villadose e Anguillara, cosa fa? Semplice, si carica la spazzatura in macchina e la porta a Mardimago dove ancora ci sono i cassonetti.

I residenti della frazione hanno raccontato che per non farsi vedere, ‘tanti furbetti’, fanno anche dei giretti di notte.

Ecco che poi, la mattina ci si ritrova davanti a un raccapricciante spettacolo di bidoni che traboccano di spazzatura in ogni parte. Un atto vergognoso spiegano i cittadini di Mardimago anche perché poi, la bolletta è calcolata in base al peso dei rifiuti prodotti e quindi, nella frazione, risulta sempre più salata. Ma non si tratta dell’unica spina che punge la frazione perché Mardimago da anni è martoriata anche da un traffico massacrante e nonostante via dei Mille sia stata tappezzata di cartelli con divieto di circolare oltre i 30 chilometri orari, sembra che automobilisti e camionisti se ne freghino e continuino a frecciare ai 100 all’ora, mettendo in serio pericolo la vita di chi ci abita.

«Rumori assordanti, aria irrespirabile, vibrazioni e velocità sono il quotidiano per via dei Mille –spiega Giuliano Bernardinello presidente del comitato ‘vivi mardimago’-. Questa non è civiltà, la via è ormai proibitiva per bici e pedoni terrorizzati a percorrerla. Per non parlare di quando inizia la campagna di barbabietole e mais. Le istituzioni dovrebbero trascorrere alcuni giorni a Mardimago e valutare quanto siano superficiali e inutili discussioni tra maggioranza e opposizione. La frazione è allo stremo, e le soluzioni, tralasciate da troppi anni, non possono essere giustificate con ‘mancano i fondi’. È un anno che attendiamo una promessa strappata per strumenti elettronici che rilevino la velocità, ma la tanto attesa risposta continua a slittare. Singolare la celerità della Provincia avuta nell’appoggiare il Comune di S.Martino nel ricorso al Tar, lo stesso Comune che anni fa mise il veto per la bretella ormai famosa per la sua inesistenza che avrebbe risolto definitivamente il problema,la Provincia di Rovigo a quei tempi dov’era? Sempre attuale il detto di un noto politico “pensar male si pecca,ma molto spesso ci si azzecca”».