Rovigo, 31 luglio 2017 - Anche le donne si picchiano. La violenza, così come raccontata dalla cronaca e da gran parte dei prodotti culturali, è questione prettamente maschile. Siamo abituati (purtroppo) agli uomini che odiano le donne, ma abbiamo già visto in passato come anche le donne possano trasformarsi in esseri violenti. Accade a Granzette. Prima tre donne che si picchiano. Poi un loro parente che per poco non sfonda la vetrata del bar con l’automobile.

È successo di tutto dopo la mezzanotte al Prosit, il bar di via Cavalletto nella frazione rodigina. Sabato sera in programma c’era l’esibizione del «Generale», noto cantante reggae anche se un po’ attempato. Verso la fine dello spettacolo la tranquillità del locale è compromessa da tre donne, due meridionali ed una dell’Est europeo, parenti tra loro, che se la sono presa con un signore. La colpa dell’uomo è quella di essersi intrattenuto troppo a lungo in bagno (stava espletando dei bisogni corporali che richiedevano una certa pazienza).

Urla, baccano, agitazione, poi l’uomo torna a chiudersi in bagno mentre le tre donne escono ed iniziano ad azzuffarsi tra di loro. Sembrava una sceneggiata ma così non era. Si picchiano davvero tant’è che una finisce addirittura a terra e perde del sangue dal naso. Dura un po’ di tempo la baruffa nel piazzale, tra il locale e le silenziose villette a schiera.

Il barista nel frattempo chiude le saracinesche per evitare che le tre tornino dentro. Nel frattempo però, riemerso dal bagno, esce il giovane uomo suo malgrado causa del litigio. Contrariato per l’attacco subito si scaglia verbalmente contro le donne (che in tutto ciò tenevano anche un paio di bambini piccoli in braccio) e grida loro di andarsene a casa.

Un quinto soggetto però, maschio, in rapporti di parentela con il terzetto femminile, arriva e si mette in mezzo. Assicura che se ne stanno andando tutti. Mette in moto la propria auto, una Fiat Punto grigia, accenna alla retromarcia ma poi accelera, colpisce il palo che tiene in piedi la tettoia dell’estivo, scaraventa a terra le panche in legno posizionate lì sotto e colpisce la colonna sul lato sinistro della porta d’ingresso al bar. Non ha investito l’uomo del bagno ma l’intenzione è sembrata quella.

Almeno al gestore del bar che ha chiamato la polizia mentre l’uomo se l’è filata. Gli agenti sono arrivati ed hanno ricostruito la vicenda servendosi delle testimonianze dei presenti. Pare che la famiglia in questione sia nota alle forze dell’ordine e che abiti soltanto ad un centinaio di metri dal bar che molti anni fa si chiamava «Severo».

Un locale semplice, con personale tollerante, frequentato dai giovani anche grazie ai prezzi modici dei prodotti. Il locale che ha ispirato il primo romanzo del 37enne scrittore rodigino Mattia Signorini. «Severo American Bar» è stato il suo libro d’esordio.

La gestione poi è cambiata. Sabato l’ospite era Stefano Bettini, in arte «Il Generale», cantante reggae fiorentino.