Rovigo, 15 giugno 2017 - Enzo Andreotti, 50 anni, detto Mome, arrestato per droga. Oggi sarà di fronte al giudice, in tribunale, per la direttissima. Ieri mattina all’alba le forze dell’ordine si sono presentate a casa sua per notificargli un’ordinanza che prevedeva l’obbligo di firma alla polizia giudiziaria.

I poliziotti hanno proceduto ad una perquisizione degli ambienti ed hanno rinvenuto circa 250 grammi di marijuana. Così il 50enne rodigino è stato arrestato in flagranza ed in attesa del processo è rimasto a casa, ai domiciliari. Mome è conosciutissimo in città come gestore di locali di successo dagli anni ’80. Tra i più famosi il Gipsy e il più recente Mozzicosauro. Si tratta di un’autentica celebrità, limitatamente agli ambienti della cosiddetta «movida notturna» del rodigino.

L’inchiesta però è molto più ampia e coinvolge decine di soggetti tra i quali ci sarebbe un noto professionista rodigino, sia utilizzatore sia spacciatore. L’ipotesi di reato alla base delle indagini coordinate dal sostituto procuratore Monica Bombana del tribunale di Rovigo è spaccio di stupefacenti. Droghe pesanti, in particolare cocaina. Ieri mattina, in contemporanea con la perquisizione a casa di Enzo Andreotti, la polizia ha eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere, firmate dal giudice per le indagini preliminari Pietro Mondaini.

I cinque ora in carcere, seppur solamente indagati, in attesa di processo sono finiti dietro le sbarre perché su di loro ci sarebbero pesanti indizi di colpevolezza. Quattro sono cittadini albanesi di 25, 26, 27 e 51 anni. L’altro è un rodigino di 50 anni. Solo due dei quattro albanesi sono residenti a Rovigo. Gli altri due vivono in Lombardia, uno a Cremona, l’altro a Bergamo. Oltre ai cinque condotti in carcere ieri mattina ci sono stati due arresti, quello di Enzo Andreotti ed un altro nei confronti di un italiano, 42 anni, residente in provincia di Verona.

Durante la perquisizione quest’ultimo è stato trovato con 40 grammi di cocaina, un etto di hashish e 8mila euro in contanti. Infine è stata emessa la misura nei confronti di un rodigino di 34 anni che ora sarebbe obbligato a presentarsi ogni giorno alla polizia giudiziaria. Al momento risulterebbe irreperibile. Gli indagati però sono moltissimi: professionisti, commercianti e altri personaggi conosciuti in città. Spesso nella doppia veste di assuntori e di spacciatori. Uno di loro sarebbe stato soprannominato nell’ambito dell’indagine «Speedy coca» perché portava la cocaina a domicilio ai clienti che lo attendevano comodamente a casa.