Rovigo, 14 giugno 2017 - L’Ordine dei medici di Rovigo si schiera contro il sindaco Massimo Bergamin e la sua giunta ‘colpevoli’ di avere concesso la sala della Gran Guardia ai ‘no vax’ dell’associazione di promozione sociale ‘Viola’ e del Corvelva per l’incontro pubblico in programma oggi alla sala della Gran Guardia sul tema ‘Principi di libertà per una scelta vaccinale consapevole’. Secondo il presidente dell’Ordine, Francesco Noce, gli ambienti pubblici non devono essere concessi per finalità contrarie alla vaccinazione.

Perché? «Siamo convinti – spiega Noce – che chi propugna posizioni contro i vaccini non abbia lo stesso diritto di tribuna della scienza, e siamo preoccupati per i possibili riflessi negativi di tali campagne contro le vaccinazioni. Per noi si tratta di una falsa par condicio, per cui le evidenze prodotte dalla scienza e le opinioni basate su chiacchiere sono messe sullo stesso piano, quasi per un democratico confronto soprattutto laddove in contrasto con i principi fondamentali della Costituzione. La Costituzione tutela la salute dell’individuo nell’interesse della collettività e tale imperativo ben si attaglia ai vaccini che proteggendo il singolo dalla possibile comparsa di gravi malattie, tutelano la comunità dai probabili disagi. Sui vaccini si gioca la salute e la vita di milioni di persone».

Come mai si è arrivati a questo braccio di ferro?

«Dopo due secoli di lento ma progressivo avanzamento delle vaccinazioni si assiste ora ad una regressione delle coperture vaccinali dovuta in gran parte alla persuasiva diffidenza verso le istituzioni che porta a dare ascolto agli imbonitori di turno, alla disinformazione e alle teorie del complottismo tra scienza e multinazionali dedite al profitto. I vaccini in realtà sono tra i farmaci più severamente controllasti e garantiti proprio perché rivolti alla somministrazione di massa a popolazioni sane o potenzialmente fragili come neonati e anziani».

Bene dunque l’obbligatorietà vaccinale del recente decreto legge della ministra Lorenzin?

«Solo rivolgendosi a 7 dei 12 vaccini resi obbligatori dal recente decreto legge, sono state prevenute 33 mila morti e 14 milioni di casi di malattie per ogni coorte di nuovi nati. Laddove non si è provveduto alla vaccinazione in quantità sufficienti si sono verificati casi di patologie altrove scomparse».

Quindi il Comune non dovrebbe dare spazio pubblicamente alle ragioni dei ‘no vax’?

«Siamo di fronte ad un quadro preoccupante in cui la scienza medica e la politica debbono reagire insieme per la tutela della collettività, richiamando i risultati verii e concreti della medicina e rivolgendosi alla comunità per superare concetti disinformati o interessati non favorendone la diffusione».